Appuntamento con i partecipanti al viaggio alle ore ore 7.00 in p.le Ostiense e partenza in pullman GT per le Marche. Lungo il percorso di viaggio effettueremo una sosta caffè in autostrada.
Arrivo in tarda mattinata a Urbino ed inizio delle visite. Urbino, la capitale del Montefeltro, è un vero gioiello urbanistico reso tale per volontà di Federico da Montefeltro.
Gli interventi del duca - mecenate diedero alla città l'immagine ideale che tuttora conserva e che le permisero di guadagnare un posto al fianco di capitali dell'arte quali Roma e Venezia. Nel 1998 il centro storico è stato nominato patrimonio dell'Unesco.
Visiteremo la Galleria delle Marche, che ha sede nel Palazzo Ducale, una volta dimora dei duchi. Palazzo Ducale venne definito nel Rinascimento come uno dei più bei palazzi principeschi d'Italia. Costruito in larga parte all'epoca di Federico da Montefeltro, con la sovrintendenza di vari architetti tra cui spiccarono Luciano Laurana e Francesco di Giorgio Martini, era spesso descritto come uno dei più straordinari palazzi principeschi d'Italia, con una biblioteca senza pari e sterminate raccolte di dipinti, sculture (antiche e moderne), bronzetti, argenterie, arazzi, cuoi dipinti, mobili intarsiati.
La sezione più celebre è legata al Rinascimento urbinate, con due opere di Piero della Francesca ed altre degli artisti della corte di Federico da Montefeltro, oltre a un importante nucleo di opere del primo Cinquecento, tra cui lavori di Raffaello, e del Seicento, con i lavori di Federico Barocci. All'ultimo piano è conservata una cospicua collezione di ceramiche. Gli appartamenti del Duca Federico e la sala del Trono in particolare, serbano capolavori di Raffaello, Tiziano, Piero della Francesca e Paolo Uccello. Si conservano la celebre tavola della Città Ideale, paradigma e modello del Rinascimento e il famoso Studiolo ligneo del Duca.
A fine visite trasferimento in albergo ed assegnazione delle camere riservate.
Cena in ristorante con menu del territorio e pernottamento.
Sabato 22/10/2016
Prima colazione a buffet in albergo.
Giornata in visita all'intero territorio del Montefeltro.
Visita del Borgo di San Leo, uno tra gli scenari più celebri d'Italia. Città d'arte, da sempre capitale storica del Montefeltro (antico nome di San Leo fino al XII secolo), luogo di passaggio di San Francesco e Dante, prigione di Felice Orsini e di Cagliostro, San Leo ha avuto anche l'onore di essere capitale d'Italia o, meglio, del Regno Italico di Berengario II, il quale fu sconfitto a Pavia nel 961 d.C. da Ottone I di Sassonia e che poi si rifugiò a San Leo, dove resse l'assedio per due anni prima di cedere all'avversario.
Nel 1441 il giovanissimo Federico da Montefeltro fu autore di un'intraprendente scalata del forte. Per tenere testa alle nuove tecniche militari egli fece riedificare la rocca affidando il compito all'ingegnere senese Francesco di Giorgio Martini. La nuova struttura permetteva una controffensiva dinamica, garantendo direzioni di tiro incrociate. Per garantire questa condizione i lati della rocca erano dotati di artiglieria e le vie d'accesso vennero rese non raggiungibili dal fuoco nemico grazie ad avamposti militari.
Nel 1502 Cesare Borgia, con in sostegno di Papa Alessandro VI, si impadronì della rocca. Alla morte del pontefice, nel 1503, Guidobaldo da Montefeltro riprese il possesso dei suoi domini. Nel 1516 le truppe fiorentine, sostenute questa volta da Leone X e guidate da Antonio Ricasoli penetrarono nella città e requisirono il forte.
Sino alla devoluzione allo Stato Pontificio dal Ducato di Urbino, nel 1631, San Leo appartenne dal 1527 ai Della Rovere. Con il nuovo possesso la funzione dell'edificio passò da rocca a carcere, le cui celle erano ricavate dagli alloggi dei militari. Fra i reclusi che vi furono imprigionati spiccano i nomi di Felice Orsini e del pensatore palermitano Cagliostro. Nel 1906 la fortezza cessò di essere un carcere e per otto anni, fino al 1914, ospitò una "compagnia di disciplina". Nella rocca sono presenti due parti abbastanza distinte: il mastio, che con i suoi torricini quadrati e l'ingresso gotico è la parte più antica e l'ala residenziale, i torrioni rotondi e il muraglione a carena con beccatelli che li collega, di fattura più recente. I due torrioni, il muro di cinta e il mastio delimitano inoltre la cosiddetta Piazza d'armi. Suggestivi il Duomo romanico e la Pieve dell'VIII secolo.
Pausa pranzo libero a San Leo.
Nel pomeriggio trasferimento in pullman per la visita di Sassocorvaro, affacciato sulla valle del Foglia, dove sorge la celebre Rocca Ubaldinesca, edificio dalla singolare pianta a vascello che conserva una importante collezione pittorica. Questa rocca fu la sede del salvataggio di oltre 10.000 opere d'arte (tra cui la Tempesta del Giorgione, la Città ideale e molte altre opere di famosi artisti tra cui Raffaello Sanzio, Piero della Francesca, Carlo Crivelli) che furono nascoste negli anni 1943-1944 dal Sovrintendente alle belle arti di Pesaro e Urbino, Pasquale Rotondi, per evitare che fossero trafugate dai nazisti in fuga verso la Germania.
Infine sosta all'intatto Borgo di Macerata Feltria, posto in una verdissima e incontaminata valle. Per la perfetta armonia tra centro urbano e paesaggio il borgo fa parte dei Borghi più Belli d'Italia.
Al termine delle nostre visite trasferimento in pullman albergo ad Urbino.
Cena con menu del territorio e pernottamento.
Domenica 23/10/2016
Prima colazione a buffet in albergo.
Seconda parte della visita di Urbino. Il centro storico, punto di arrivo di una pittoresca rampa elicoidale, ospita l'antica Università, la splendida chiesa gotica di San Domenico e il Duomo, voluto da Federico di Montefeltro. Visiteremo la casa natale di Raffaello, dimora, costruita nel XV secolo ed acquistata nel 1460 dal padre di Raffaello, Giovanni Santi (1435 - 1494) umanista, poeta e pittore alla corte di Federico da Montefeltro, che vi organizzò la propria bottega e dove Raffaello venne iniziato all'arte della pittura e del disegno. La casa conserva arredi ed opere artistiche quali nella stanza ritenuta la stanza natale del pittore, è collocato l'affresco della "Madonna col Bambino" attribuito dalla critica ora a Giovanni Santi, ora a Raffaello giovane, un disegno attribuito a Bramante, una raccolta di ceramiche rinascimentali e altri preziosi dipinti.
Al termine delle visite mattutine ttrasferimento ad Urbania per la pausa pranzo in ristorante.
Nel primo pomeriggio visita di Urbania, dove ammireremo il Palazzo Ducale, progettato da Francesco Di Giorgio Martini nel 1470
lungo l'ansa settentrionale del fiume Metauro.
Il palazzo, fortificato nel suo aspetto esterno ma ingentilito da nobili interni, fu scelto quale
luogo d'arte e dello spirito, come residenza di campagna dalla famiglia ducale. L'edificio subì degli interventi successivi a opera dell'architetto Girolamo Genga per l' ultimo duca di Urbino, Francesco Maria II della Rovere, che vi dimorò fino alla sua morte nel 1631. L'architetto realizzò le sale del piano nobile e il camminamento sul fiume Metauro che svela un incantevole scenario sulle caratteristiche anse del fiume, sulle colline e sulla parte trecentesca di Casteldurante, con le case fondate sulle rocce di arenaria, che si ergono sul Metauro.
All'interno ammireremo l'elegante cortile d'onore e al piano nobile, tra gle tante sale, ammireremo la sala dei Cavalieri dove sono esposte delle pregevoli tele del tardo '500 e i due rari globi di Gerardo Mercatore, il più importante geografo del Rinascimento: la sfera terrestre (1541) e la sfera celeste (1551).
Infine osserveremo la villa del Barco Ducale, luogo di caccia dei duchi di Urbino e ritrovo di poeti ed artisti. Venne fondato nel 1465 per volere di Federico da Montefeltro ed era uno dei luoghi preferiti di Francesco Maria II Della Rovere ed era spesso definito “viridario”. Originariamente il Barco era collegato al Palazzo Ducale da un miglio di fiume che cavalieri e dame risalivano in barca. All'interno vi si trovava un piccolo convento trecentesco di frati francescani minori, detti Zoccolanti
Al termine delle nostre visite partenza in pullman GT per Roma. Lungo il percorso di ritorno sarà effettuata una pausa in autostrada.