Appuntamento con i partecipanti al viaggio alle ore 7:10 alla Stazione FS di Roma Termini e partenza in treno Italo Alta Velocità.
Inizio del viaggio. Trasferimento in pullman gran turismo riservato in visita al Monferrato.
In mattinata visita di Casale Monferrato. La imprendibile cittadella venne fatta saltare con le mine nel 1695 per accordi fra le grandi potenze. Per la pace di Utrecht del 1713, il Monferrato passava ai Savoia. In conseguenza Casale perdeva la supremazia di capitale, venendo spogliata di importanti servizi e autorità. Subito dopo Casale fu investita dal vento barocco e per l'impegno dei nobili borghesi, residui della nobiltà di corte, nacque una elegante architettura nelle chiese e nei palazzi che ancora oggi è ammirata. Arrivò la bufera francese e nell'epoca napoleonica, per riconoscimento di Bonaparte, Casale ebbe qualche miglioramento. Con la ricostruzione dello Stato Sabaudo, Casale fu città di frontiera.
Il Duomo è il più antico monumento della città di Casale Monferrato e una delle più importanti cattedrali in stile romanico-lombardo del Piemonte.. Ai lati del portale vi sono due colonne su cui sono collocate le statue raffiguranti il re longobardo Liutprando e la regina Teodolinda. Opera importante ed unica il Nartece, non consueta in zona. Costruzioni similari si trovano in Armenia ed in Georgia. Secondo la teoria di alcuni studiosi tale opera è dovuta all'impiego di mano d'opera saracena, venuta in è Monferrato quale prigioniera di guerra al seguito dei marchesi aleramici o secondo altri ai cavalieri templari, che avevano all'epoca sede in Santa Maria del Tempio, località vicina a Casale Monferrato. Nel nartece interessanti capitelli messi in luce dai recenti restauri. Lo spazio è suddiviso in cinque navate..
Notevole anche il Castello dei Paleologi un'imponente costruzione militare situata in riva al fiume Po e si caratterizza per la sua pianta esagonale con quattro torrioni angolari e per il fossato che la cinge su tutti i lati.
Pausa Pranzo.
Proseguimento in visita al Sacro Monte di Crea. Il Sacro Monte si erge su uno dei punti più elevati del settore orientale del Basso Monferrato. In posizione dominante sui rilievi collinari del Monferrato, il Sacro Monte venne progettato nel 1589. Attualmente il Santuario, la serie di 23 cappelle e i 4 romitori sparsi nel bosco, formano un complesso ricco di preziose opere d'arte, suggestivo complemento alla componente paesaggistica. Alla realizzazione dei gruppi statuari, dei dipinti e degli affreschi contribuirono artisti di fama
Di origine romanica, venne retto dai Canonici di Vezzolano, dai Lateranensi nel 1798 e dai Francescani. L'interno, a tre navate, conserva importanti opere: la Madonna con Bambino e Santi, tavola autografa di Macrino d'Alba (1503); il ciclo di affreschi con le Storie di Santa Margherita d'Antiochia del XV sec.; l'effige della Vergine, statua lignea del XIV sec.; la vasta raccolta di ex voto; la Via Crucis e gli amboni di L. Bagna.
Nel tardo pomeriggio arrivo in albergo a Saluzzo, sistemazione nelle camere assegnate. Cena con menù del territorio.
Domenica 30/10/2016
Prima colazione a buffet in albergo. In mattinata visita del castello di Grinzane Cavour. Il maniero è un imponente edificio a pianta quadrilatera con un'alta torre, le cui origini risalgono al 1200. Nel 1832 la costruzione pervenne all'amministrazione di Camillo Benso di Cavour: ancora oggi è possibile visitare la sua camera. Qui Cavour si occupò di innovazioni nel settore agricolo e nella vinificazione. L'attuale sistemazione si deve ai restauri a iniziati nel 1961 in occasione del primo centenario dell'Unità d'Italia. Il castello occupa attualmente la sede dell'Enoteca Regionale Piemontese Cavour ed ospita due musei (Museo con cimeli cavouriani e un Museo Etnografico).
A seguire itinerario tra le colline e i vigneti lungo la rinomata Strada del Barolo.
Giungeremo al Castello di Barolo per una degustazione dei vini Edificato al centro del paese di Barolo, la sua origine risale all'XI secolo. Dopo il crollo del castello Della Volta avvenuto ai primi del '300, diviene di proprietà dei Falletti fino all'estinzione della famiglia nella seconda metà del '800, quando Giulia Colbert, che aveva sposato l'ultimo Marchese, volle per testamento che divenisse un collegio. La stessa Giulia assunse come bibliotecario Silvio Pellico reduce dall'esperienza nel carcere dello Spielberg. Nel 1970 fu acquistato dal comune di Barolo che provvide ai successivi restauri. Il castello ospita nelle sue cantine l'Enoteca Regionale del Barolo, un Museo del vino e delle contadinerie e la Biblioteca Storica ordinata da Silvio Pellico.
Pausa pranzo in ristorante con specialità tipiche.
Nel pomeriggio visita del castello di Monforte d'Alba. Di antichissima origine deve il suo nome al castello cinto da mura che sorse nell'Alto Medioevo sulla sommità del colle e che, nel 1028, secondo gli storici Glabro e Landolfo Se-niore, fu espugnato dagli armati inviati dall'Arcivescovo di Milano, Ariberto d'Intimiano, per soffocare l'eresia catara diffusasi in loco coinvolgendo gli stessi feudatari. Gli abitanti di Mons Fortis, fatti prigionieri, furono condotti a Milano e costretti a scegliere tra l'abiura e il rogo; la maggior parte, coerentemente con i propri principi, si lanciò tra le fiamme. Non è azzardato supporre che la presenza del nome Monforte nella toponomastica di Milano sia da ricollegarsi a questa vicenda. Dopo alterne vicende il paese divenne, nel XIII secolo, feudo dei marchesi Del Carretto, cui più tardi subentrarono i marchesi Scarampi del Cairo. Nel 1703 fu conquistato dalle truppe di casa Savoia e passò quindi definitivamente al regno di Sardegna.
Al termine visita del borgo medievale di Serralunga d'Alba. L'origine del paese viene fatta coincidere con la costruzione del castello. Dominio di Bonifacio del Vasto, "Sera Longa" (per la sua caratteristica forma di lingua di terra stretta e lunga sulle colline), fu in seguito possesso dei Del Carretto e dei marchesi di Saluzzo. Divenne poi feudo dei marchesi Falletti di Barolo, che vi fecero erigere il castello e, con titolo comitale, dei Baldi di Bra. Il castello fu espugnato nell'anno 1616 e fu poi conquistato dagli Spagnoli. Il centro di Serralunga, tipico borgo medievale, è quasi intatto. Dalle mura del castello si può osservare la struttura urbanistica: le vie e le case sono poste in modo concentrico per favorire l'accesso della popolazione al castello in caso di guerra.
Nel tardo pomeriggio rientro in albergo a Saluzzo. Cena in locale caratteristico con menù del territorio.
Lunedì 31/10/2016
Prima colazione a buffet in albergo.
Visita guidata alla città di Saluzzo con una passeggiata nel cuore medievale della città alta, piccolo gioiello quattrocentesco. La visita toccherà alcuni dei monumenti più famosi della città come l'antico Palazzo Comunale, dominato dalla Torre Civica che, con i suoi 48 metri di altezza, costituisce un eccezionale punto panoramico sulla città, la pianura e la cerchia del Monviso; la suggestiva chiesa di San Giovanni che ospita nell'abside i sepolcri dei Marchesi di Saluzzo. Vi ammireremo anche
Casa Cavazza, splendido esempio di casa-museo allestito in una residenza nobiliare quattrocentesca pressoché intatta.
Proseguiremo poi
a breve distanza, per ammirare uno dei castelli più importanti del Piemonte, il Castello della Manta. La splendida corona delle Alpi Cozie, dominata dal massiccio del Monviso, fa da cornice a questo grande Castello che sorge negli immediati dintorni di Saluzzo, su una delle ridenti colline della valle Varaita. Numerose sono gli ambienti che lo caratterizzano: in una sala, all'interno di una piccola nicchia è conservato un affresco raffigurante una Madonna del Latte in cui è raffigurata la Vergine Maria nell'atto di allattare Gesù. L'opera risalente al Quattrocento è opera di un anonimo pittore. La sala baronale conserva il più importante ciclo pittorico conservato nel castello. Questo è infatti arricchito da un'importante sequenza di affreschi che ne decora perimetralmente le pareti, capolavoro e rara testimonianza della pittura profana tardogotica attuata nell'Italia settentrionale. L'opera è attribuita all'anonimo pittore Maestro del Castello della Manta. Il ciclo, completato poco dopo il 1420, rappresenta una serie di eroi ed eroine (presumibilmente i ritratti dei marchesi e marchese di Saluzzo) qui illustrati secondo la tradizione iconografica classica, ebraica e cristiana ed effigiati con preziosi abiti del tempo - e la cosiddetta Fontana di giovinezza, tema questo ripreso dall'antica tradizione dei romanzi francesi medievali. I suddetti personaggi sono ispirati ad un poema scritto da Tommaso III di Saluzzo, le Chevalier Errant, tutti ancora ben visibili, tranne l'ultima eroina, rimasta mutilata dal crollo dell'intonaco).
Pausa pranzo libero.
Nel pomeriggio visita di Alba. Le origini di Alba sono sicuramente preromane, probabilmente liguro/celtiche. Il nome Alba è infatti tipico della civiltà ligure. La città ottenne l'imprimatur romano con l'editto del console Gneo Pompeo Strabone e venne battezzata Alba Pompeia.
L'agricoltura e l'allevamento del bestiame erano le principale attività di una parte importante dell'elite di Alba Pompeia. Lo storico Plinio descrive già l'esistenza di una tecnica agricola applicata alla viticoltura affinata ed evoluta. La città cinta all'epoca da grandi mura poligonali ospitò l'imperatore Augusto in viaggio per le Gallie ed elesse al trono imperiale Publio Elvio Pertinace. Nei periodi successivi alla dominazione romana vennero ricostruite le mura medioevali. Ogni porta disponeva di una o due torri per il corpo di guardia e per i funzionari addetti alla riscossione dei pedaggi. Grazie all'espansione territoriale del comune, Alba vide il formarsi di sette Camparie e sei castelli, costruiti a formare una corona sulle colline adiacenti con funzioni prettamente di difesa. Nello stesso periodo in città vennero edificati monasteri, chiese e persino sei ospedali. La città è celebre nel mondo per il tartufo.
Nel tardo pomeriggio rientro in albergo a Saluzzo. Cena in locale caratteristico con menù del territorio.
Martedì 1°/11/2016
Prima colazione a buffet.
In mattinata proseguiremo il nostro itinerario con la visita di Pollenzo e della Real Tenuta di Pollenzo. L’antica Pollenzo, la città romana di Pollentia, è stata citata da Plinio tra i nobilia oppida della Liguria antica. Essa venne fondata alla fine del II secolo a.c. nella valle del Tanaro in una posizione strategica dal punto di vista viario, trovandosi all’incrocio di importanti corridoi naturali quali le vie Fulvia ed Aemilia Scauri. L’interesse dei Savoia per Pollenzo fu testimoniato dal finanziamento della prima campagna di scavi alla ricerca di reperti di epoca romani, compiuti tra la fine del '700. I propositi dei Savoia, e del nuovo re Carlo Alberto in particolare, su Pollenzo non erano limitati alla valorizzazione di un importante sito archeologico. Nel 1832 iniziarono i lavori di ristrutturazione del castello, del borgo e di un’area di oltre 600 ha. La progettazione del restauro del castello medievale venne affidata all’architetto Ernest Melano, mentre l’artista Palagi si occupò delle decorazioni. Il progetto complessivo portò alla realizzazione di cascine, dell’imponente edificio dell’edificio dell'agenzia, della torre sulla piazza della chiesa ed, infine, la caratteristica costruzione gotica della parrocchiale di San Vittore.
Ci trasferiremo poi per una breve passeggiata nel centro di Cherasco. Cherasco nasce nel 1243, per volontà di Manfredi Lancia, vicario imperiale, appartenente ad un ramo cadetto della dinastia degli Aleramici e Sarlo di Drua, podestà di Alba. Già in età romana esisteva un borgo, chiamato Clerascum, presso al quale il vicario imperiale Lancia volle far edificare il nuovo paese. In ogni caso, Cherasco passò rapidamente alla fazione guelfa di Carlo d'Angiò, tradendo così la sua fondazione ghibellina. Come comune libero ed indipendente, nei torbidi periodi delle lotte comunali, Cherasco passò nuovamente ai ghibellini insieme ad Alba, Asti e Chieri, nel 1277. Nel 1303 la città dovette cedere la sua autonomia agli Angiò e quindi, nel 1347, ad Amedeo VI di Savoia.
A seguire trasferimento ad Asti. "Municipium" romano noto con il nome di Hasta Pompeia o semplicemente Hasta, fu sede del ducato di Asti, ducato longobardo della Neustria. Libero comune nel Medioevo, con diritto di "battere moneta", fu uno dei più importanti centri commerciali tra XII e XIII secolo, i suoi mercanti svilupparono il commercio ed il credito in tutta Europa. È conosciuta in tutto il mondo per i suoi vini, in particolare l'Asti spumante ed ogni anno, a settembre, vi si tiene uno dei concorsi enologici più importanti d'Italia, denominato la Douja d'Or. Celebre è anche il suo Palio storico, manifestazione tra le più antiche d'Italia, che si svolge a settembre e culmina con una corsa di cavalli montati "a pelo" (senza sella).
Durante il Medioevo, Asti è stata un importante centro di scambi commerciali e bancari. È questo il periodo più felice per la città, che si abbellisce di numerose torri e caseforti e vede estendere il proprio potere su numerose città e paesi, come Bra, Villanova, Fossano, Nizza Monferrato, Ceva e Garessio. Asti è, dopo Torino e insieme a Vercelli, una delle principali città d'arte del Piemonte in quanto custode di un ricco patrimonio artistico ed architettonico. La città in particolare presenta il più vasto patrimonio architettonico basso-medievale della regione, a memoria di quello che fu il più potente comune piemontese. Numerose sono le torri, le case-forti, le chiese, domus e palazzi.
Del periodo romano, sono ancora presenti, la Torre Rossa, probabile vestigia della porta occidentale della cinta romana, la domus di Via Varrone e i resti dell'Anfiteatro. Del periodo romanico di notevole interesse sono le cripte di Sant'Anastasio, San Secondo (VII secolo) in cui è conservato il corpo del patrono e San Giovanni. Nella zona orientale della città è possibile ammirare il complesso di San Pietro in Consavia, sede nel Medioevo del priorato gerosolimitano di Lombardia. Del Periodo basso-medievale ricordiamo la Cattedrale di Santa Maria Assunta, considerata la più importante cattedrale gotica del Piemonte. Tra i principali edifici medievali, torri e case-forti medievali sono da citare Palazzo Catena, Palazzo Zoya, il Palazzo del Podestà o del Comune, la Torre Asinari, la Torre Comentina.
A metà pomeriggio trasferimento in pullman GT privato nella stazione di Torino e partenza in treno Alta Velocità Italo per Roma Termini con arrivo previsto nel tardo pomeriggio.