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La storia
Il palazzo sorge sul Colle Oppio, sul luogo della Villa di Mecenate e delle Terme di Traiano. La nobile famiglia Brancaccio era originaria della città di Napoli. Il palazzo romano venne iniziato su commissione della inglese Mary Elisabeth Bradhurst Field, principessa Brancaccio moglie del principe Salvatore. I lavori iniziarono nel 1886 e si conclusero solamente nel 1912. Il principe Rolando Brancaccio abita attualmente nel palazzo, che in parte ospita il Museo nazionale d'Arte Orientale e l'Istituto Italiano per il Medio ed Estremo Oriente (Ismeo). Un'altra parte del piano nobile è invece affittato ad una società di eventi.
La costruzione
Si tratta di un edificio alquanto grande e può essere giustamente definito come l'ultimo dei palazzi patrizi di Roma che con la sua imponente e seriosa mole domina la via Merulana. Progettato dall'attivissimo Luca Carimini, ma completato solo dopo la sua morte, denota uno stile che riprende il revival neo-cinquecentesco. La facciata principale prospetta su via Merulana, si compone una superficie a bugne (ciclopiche quelle del piano terra), che ricopre interamente l'altezza dell'edificio, dove si aprono tre piani con finestre a timpano. Al centro della facciata si apre un maestoso e solenne triplice portale su colonne doriche scanalate e, oltre il basso atrio dove sulla sinistra si apre l' enorme scalone, in fondo si trova una bella fontana-ninfeo entro una nicchia con rocce.
Il piano nobile è invece nettamente contrastante con la seriosa facciata. Le decorazioni furono affidate nell'esecuzione a Francesco Gai, una delle personalità più estrose e capaci dei primi anni del Novecento, e alla sua validissima squadra di artigiani, che vi lavorarono per quattro anni, dal 1908 al 1912. Tutte le sale interne, dagli appartamenti privati della principessa Elisabetta al Salone da Ballo , dalla Sala degli Specchi a quella dell'Orologio , costituiscono un fastoso revival di reminiscenze barocche e rococò. Il giardino, all'epoca della costruzione del palazzo, era molto più vasto dell'attuale ampiezza, arrivando originariamente ad occupare quasi tutta l'area del Colle Oppio, fino al Colosseo. In seguito agli espropri operati dal Comune di Roma per realizzare l'attuale parco archeologico del Colle Oppio, il giardino fu ridotto all'attuale consistenza. Sopravvive la gradevole Coffehaus con una interessante pianta mistilinea.
Lunedì 26 Novembre 2018 ore 10.15
| Prenotazione obbligatoria l Quota visita guidata e spese d'apertura straordinaria per l'ingresso Euro 16.00. Visita svolta con l'ausilio di sistemi audio-riceventi |
| App.to ore 10.15 in via Merulana, 248, al palazzo l Individua sulla Mappa l Più info sul palazzo |
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