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La storia di questa interessante villa ai Parioli è strettamente connessa a uno degli ultimi discendenti maschili dell'antica e nobile famiglia Caetani, don Roffredo Caetani, principe di Bassiano. Negli Anni Venti acquistò un terreno posto a nord dell'area di villa Giulia, denominato Vigna Cartoni, dal nome della famiglia proprietaria di un fondo rustico. In tale fondo, probabilmente già dalla fine del XVIII secolo, dovevano sorgere degli edifici rustici con annessi, ad uso del fondo agricolo. I confini dell'area erano originariamente definiti a nord da un tratturo denominato vicolo delle Tre Madonne (da un affresco su una torre raffigurante appunto tre Madonne) e a sud dal barco della villa Giulia. Nel 1911, in occasione del Cinquantenario della nascita del Regno d'Italia, venne realizzata a Roma una grande esposizione e l'area scelta interessò la zona di villa Giulia, compreso parte dell'antica vigna Cartoni, trasformando l'intera valle e boschi annessi in un effimero luogo espositivo, sistemando l'intera area con piazzali, rampe, fontane ed edificando i vari padiglioni nazionali. Acquistato il terreno residuo, nel 1926 don Roffredo Caetani commissiona all'ingegnere Pietro Aschieri il progetto di trasformazione ed ampliamento dei vecchi casali Cartoni. Il progetto, non eseguito, venne portato a compimento dall'ingegnere Carlo Broggi nel 1929, che inglobò nella nuova costruzione una parte dei vetusti casali. La villa, chiamata casino di caccia durante la proprietà Caetani, è circondata da giardini con pini secolari che, con un annesso staccato dell'edificio, costituiscono le uniche preesistenze della vigna Cartoni. Il progetto Broggi, seppur con minore inventiva rispetto a quello dell'Aschieri, è perfettamente integrato con le antiche preesistenze e denota una viva attenzione al carattere rustico e venatorio dell'edificio, come richiesto dal committente. Logge, porticati, mensole, torrette, avancorpi, comignoli, spioventi dei tetti, costituiscono una facciata dal ricco movimento volumetrico arricchito da dettagli estetici di buon risultato. Nel 1934 la villa venne venduta al lord inglese Robert Berkeley e tra il 1934 e il 1939 la gli interni vennero decorati con ricercatezza. Nel 1939 la villa venne affittata al Belgio che ne divenne definitivo proprietario nel 1954. Degni di nota sono lo splendido salone con arazzi di manifattura di Bruxelles, la galleria e la splendida sala da pranzo con boiserie e carte cinesi alle pareti. |