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Sullo scenografico versante occidentale del colle del Pincio, sul luogo dell'antica villa romana degli Acilii, sorge Villa Medici.
La sua storia comincia nel 1564, quando Giulio e Giovanni Ricci acquistarono i giardini e la vigna con una casa dai Crescenzi, dando l’incarico all’architetto Giovanni Lippi detto Nanni di Baccio Bigio, di costruire un nuovo grandioso palazzo, a due piani e con una torre verso nord.
Nel 1576 la villa venne acquistata dal cardinale Ferdinando de’ Medici, che di lì a qualche anno avrebbe abbandonato il porporato per divenire Granduca di Toscana e sposare Cristina di Lorena. Venne dunque chiamato Bartolomeo Ammannati per intraprendere incisivi lavori di rifacimento del palazzo.
L’Ammannati realizzò il portale d’ingresso, gli scaloni che portano alle due scale interne a lumaca, la facciata verso il giardino con il portico, la torre sud detta “torre dei venti”.
La facciata interna fu realizzata secondo il gusto antiquario dell’epoca, seguendo un modello di museo-giardino già imposto in quegli anni da Pirro Ligorio. Vi furono inseriti bassorilievi e statue nelle nicchie, tra le quali spiccano due bei riquadri a motivi vegetali provenienti dallo scavo dell'Ara Pacis nel Campo Marzio. Nei giardini furono invece collocati alcuni dei pezzi della splendida collezione dei Medici, tra i quali l’affascinante gruppo della Niobe. Quando il cardinale lasciò Roma parte della collezione fu portata a Firenze e la villa rimase incompiuta. Nel 1804 passò alla Repubblica Francese che vi stabilì la sede dell’Accademia di Pittura e Scultura, fondata da Colbert nel 1648 e precedentemente situata a palazzo Mancini al Corso, ospitando da quel momento in poi i vincitori del Prix de Rome.
I giardini all’italiana seguono ancora l’originale sistemazione ad assi ortogonali, con alte piante d’alloro a “spalliera”, parterre, sculture antiche e fontane. Di grande suggestione il cosiddetto Studiolo di Ferdinando, un piccolo padiglione ricavato da una torre delle mura aureliane, interamente affrescato con una voliera. Lo stato di conservazione dei giardini è perfetto, grazie ad attenti restauri operati dall'Accademia di Francia.
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