programma
Domenica 13/03/2016
Appuntamento alle ore 7:30 in piazzale Ostiense e partenza in pullman GT per la Campania. Lungo il percorso pausa caffè in autostrada.
Questa domenica sarà destinata alla visita di due straordinarie testimonianze del mondo romano inquella che era definita Campania Felix.
Inizieremo le nostre visite da Pozzuoli ove ammireremo l'area archeologica nota come il Rione Terra. Esso deve il nome dall'uso medioevale e marinaresco di indicare "terra" il borgo marinaro che costituiva l'approdo al rientro della navigazione.
Ma l'origine del sito è molto più antica e risale a prima dell'epoca romana quando vennero realizzati quartieri su questo sperone di tufo che coi suoi 33 metri sul livello del mare si protende sul golfo tra Nisida e Baia. La storia del luogo era già stato raccontato dagli autori antichi, soprattutto dal geografo greco Strabone , vissuto nell'età di Augusto, che nella sua "Geografia", dopo aver ricordato che Pozzuoli (o meglio, come egli diceva alla greca, "Potioloi") era stato uno scalo navale dei Cumani, dice che questo primo insediamento era stato "stabilito su di un'altura". Più tardi, sulla rocca del Rione Terra, circondata dal mare per tre lati, si insediò la colonia romana di Puteoli nel 194 a.C. L'area, ormai romanizzata, fu dominata dal Capitolium, il tempio dedicato alla triade celeste – Giove, Giunone e Minerva – venerata dai Romani sul Campidoglio.
Un enorme anfiteatro, un grande porto, l'attività estrattiva e commerciale della pozzolana, la mitezza del clima e delle aree solfuree portarono l'abitato dell'antica Puteoli ad un grande sviluppo urbano. Nel II secolo a.C. la città poteva essere definita “Delus minor” per la straordinaria ricchezza dei suoi traffici, per la magnificenza e l'eleganza dei suoi edifici. Con la nascita del porto di Ostia prima ed il decadimento dell'Impero Romano poi, Pozzuoli cadde velocemente in declino, fino a che la vasta città che si estendeva fino a comprendere la moderna Bacoli, si ridusse proprio alla piccola rocca del rione Terra. Il bradisismo e l'invasione dei Visigoti (410) determinarono l'abbandono della città da parte dei suoi abitanti e la progressiva decadenza del suo impianto urbanistico.
È da questo momento che questa area di città inizia a “stratificarsi”. Le culture che si sono succedute hanno costruito le loro botteghe e le loro abitazioni su quelle che un tempo erano le mura romane. L'esempio più lampante di questo fenomeno è senza dubbio il duomo della città di Pozzuoli, che fu edificato proprio sulle mura del tempio di Augusto. Il duomo, costruito in epoca spagnola, ingloba il tempio di epoca romana, che a sua volta inglobava un tempio di età repubblicana risalente al 194 a.C., che venne già ristrutturato da Silla nel 78 a.C.
Sotto il Rione Terra c'è un intero percorso archeologico perfettamente conservato, che rende l'idea di cos'era il Rione Terra 2000 e più anni fa. Senza esagerazioni si può dire che questa rocca sia un museo a cielo aperto di tutta la storia puteolana, dal 500 a.C. fino ai giorni nostri, conservando intatti il Decumano, le terme, il panificio (pistrinum), gli ergastula, un sistema di anguste cellette destinate agli schiavi, un'ampia stanza che conserva sulle pareti due gladiatori schizzati a carboncino.
Le visite proseguiranno osservando il Serapeo, detto anche Tempio di Serapide per il ritrovamento di una statua del dio egizio Serapis, che fu nel passato un mercato pubblico. Era costituito da tabernae collocate intorno ad un ampio porticato con al centro una tholos e racchiuso da un'esedra a sua volta preceduta da quattro colossali colonne.
Pausa pranzo.
Nel pomeriggio ci trasferiremo alla vicina Somma Vesuviana, area situata alle pendici settentrionali del Vesuvio dove, da anni, è in corso un importantissimo scavo. Grazie alla collaborazione tra la Soprintendenza, le Università Suor Orsola Benincasa e l'Università Federico II di Napoli, l'University of Oxford, l'Università di Tokyo, si è creato un gruppo di ricerca cosiddetto "aperto" e di valore internazionale, teso al recupero ed alla valorizzazione di questo sito archeologico.
La visita riguarderà la Villa di Augusto, un ampio edificio romano, costruito nella prima età imperiale e che continuò a vivere fino all'eruzione vesuviana del 472 d.C., che lo seppellì.
La scoperta dell'edificio e i primi scavi avvennero casualmente negli anni Trenta del ‘900. Lo scavo riportò alla luce una parte delle strutture murarie e “colonne e capitelli di marmo, pavimenti in mosaico, bellissimi frammenti statuari di un personaggio in abito eroico, stucchi policromi” e si ipotizzò che la villa potesse essere la residenza dove morì l'imperatore Ottaviano Augusto il 19 agosto del 14 d.C. , come ci tramandano alcuni autori latini.
Il nuovo scavo, ripreso dal 2002, è stato realizzato grazie all'Università di Tokyo che ha promosso un progetto di ricerca che permette oggi al visitatore di poter osservare i resti di un vasto complesso residenziale di notevole estensione e prestigio, come attestato dalla monumentalità delle strutture e dalla qualità architettonica.
Al termine delle nostre visite partenza in pullman GT per Roma con arrivo previsto alle ore 20.00 ca.