Benvenuto nel sito di Turismo Culturale Italiano, il Primo Operatore di Turismo Culturale d'Italia
 
 
Statistiche
l
l
l
l
_____________________________________________________________________________________________________________________________________________________
pagina aggiornata al 17/10/2013
_________________________________
   
 
_________________________________
 
incontri
  conferenze, concerti, corsi
   
catalogo
  scarica i nostri programmi pdf
   
archivio
  visita il nostro archivio
   
galleria
  le nostre immagini più belle
   
e-lettere
  ricevi le notizie periodiche con posta elettronica
   
ultime notizie
  novità dalla redazione
   
prenotazioni
 
come prenotare la tua visita, il tuo viaggio...
   
   
   
scopri il nostro prossimo tour... leggi
 
cerca sulla mappa le prossime destinazioni dei nostri viaggi... leggi
 
 
la risposta alle tue domande ... leggi
 
 
per essere sicuri su cosa acquistate e a chi vi affidate ... leggi
 
 
Rispettare l'ambiente in ogni sua forma, l'uomo e il patrimonio culturale ... leggi
   
 
 
 
 
 
 
associato
 
 
noi sosteniamo
 
 
     
 
  Villa Chigi a Vescovio
 
   
 

La storia di villa Chigi ha inizio il 20 aprile del 1763, quando Flavio Chigi acquistò per la cifra di 3.000 scudi, una vigna sulla via Salaria, in un luogo detto Monte delle Gioie, dove esisteva già un palazzetto che il Chigi fece ampliare, tra il 1763 e 1766, da Tommaso Bianchi. Dal 1766 continuò invece i lavori Pietro Camporese il Vecchio, con l’ampliamento dell’edificio più antico a pianta “a squadra”, a cui venne aggiunto un nuovo corpo a tre piani che comprendeva una scala e una cappella. Il giardino risultava distinto in due parti: una posta intorno alla residenza, ad aiole simmetriche ed a una quota più alta; l’altra, più vasta, trattata a prato, e che costituiva il viale d’accesso alla villa. Gli intagli lignei, il mobilio, gli stucchi e le decorazioni pittoriche in tele ed affreschi risalgono invece al periodo tra il 1763 e il 1771.
Ciò che colpisce di questa villa è la decorazione pittorica degli interni che può essere considerata tra le più importanti e rappresentative del Settecento romano: al piano terreno fu Filippo Cataldi a realizzare i fregi, le tele dei soffitti, i sottarchi, le zoccolature e i vani delle finestre mentre Gioacchino Paver dipinse le parti figurate. La sala da pranzo fu decorata con quattro sovraporte a monocromato azzurro su fondo oro con Allegorie di Paolo Monaldi. Al primo piano Francesco Nubale realizzò quattro grandi vedute, mentre altre opere furono dipinte da Giacomo Rubini. Particolare è la stanza antistante la cappella, affrescata dal Nubale con un trompe l’oeil continuo su pareti, porte e finestre, un tempo destinata a romitorio. La villa, venduta e ricomprata dai Chigi, non venne quasi mai usata nell’800 e in seguito alla vendita, avvenuta nel secondo dopoguerra, fu frazionata in più proprietà: il casino della villa, il giardino, il vasto parco e la zona agricola passarono a privati mentre i prati vennero ceduti al Comune di Roma. Solo verso la fine degli anni ’70 il Comune di Roma avviò l’espropriazione ottenendo così anche la zona del Parco, oggi aperto al pubblico mentre il casino della villa e i suoi giardini, grazie all’opera dell’Associazione Mondo X risulta splendidamente conservato.

 

 

 

 

 

     
  indietro  
     
     
   
     
     
   

 

 

 

 
 
___________________________________________________________________________
turismo culturale italiano srl a socio unico - tour operator - C.F. e P.I. 11922481004 - REA RM 1337161
Tutti i diritti riservati. E' vietata la riproduzione, anche parziale, di testi, immagini, foto, disegni senza l'espressa autorizzazione - All rights reserved.
___________________________________________________________________________