La storia
Il palazzo fu costruito tra il 1744 e il 1748 per incarico del barone Rondinini su una precedente costruzione, già abitazione del Cavalier d'Arpino, opera di Flaminio Ponzio (1560-1613). La costruzione si fa notare per l'architettura tardo-settecentesca e per il suo cortile ornato di interessanti reperti archeologici. Nel 1809 i Capranica, eredi dei Rondinini lo affittarono. L'edificio viene poi acquistato dal banchiere Agostino Feoli. Nel 1870 diventa proprietà di Sofia Branicka Odescalchi e nel Novecento appartenne al conte R. Sanseverino Vimercati (da cui viene anche detto “Palazzo Sanseverino”). Nel 1946 è acquistato dalla Banca Nazionale dell'Agricoltura.
La costruzione
Come per consuetudine delle nobili famiglie romane, anche qui si custodivano marmi disposti nel cortile e lungo lo scalone, provenienti dal sepolcreto degli Equites Singulares a Tor Pignattara. I Rondinini erano appassionati di opere d'arte, sicché fecero costruire nel cortile uno splendido fondale con tre nicchie di cui la centrale presenta una Anfitrite sulle rocce da cui sgorga l'acqua in una vasca. Nella galleria del palazzo fu dipinta la Caduta di Fetente da Jacques Gamelin (1738-1803). Di fronte al palazzo si trova la casa abitata da Goethe, dove ora è allestito il Museo Goethe con ricordi, cimeli, scritti del grande poeta che tanto amò Roma. Il palazzo è suddiviso in tre piani e un mezzanino. Sulla facciata aprono due portali affiancati da colonne sovrastate da un balcone.
Le curiosità
Nel palazzo si conservò per molto tempo il gruppo michelangiolesco della Pietà detta “Rondanini”, acquistata dal Comune di Milano, nel 1952, dalla famiglia Vimercati San Severino di Roma.
Sabato 10 Novembre 2018 ore 9.40
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