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La storia
Il palazzo è stato costruito sulle rovine del Teatro di Lucio Cornelio Balbo, proconsole d'Africa (13 A.C.), per volere di Ludovico Mattei nel 1541. Il progetto è stato attribuito da alcuni al Vignola (Jacopo Barozzi 1507-1573) e da altri a Nanni di Baccio Bigio (Giovanni Lippi, ?-1568). Nel 1640 i Mattei fecero ampliare l'edificio verso la via delle Botteghe Oscure, su un terreno acquistato nel 1548, demolendo antiche case di loro proprietà. Il progetto di Bartolomeo Breccioli si conformava all'aspetto e alle dimensioni della fabbrica già esistente, che per l'occasione fu restaurata. Il palazzo appartenne al ramo della famiglia Mattei detto di Trastevere, che aveva abitato le case di Piazza in Piscinula, e che ebbe il ducato di Paganiga. Questo ramo, che annovera due cardinali, Gaspare e Orazio, si estinse nel Settecento e il palazzo passò quindi ai Mattei di Giove, spettando in eredità a donna Caterina, che lo trasmise al figlio Carlo Canonici Mattei. Nel 1927 il palazzo fu venduto a Giovanni per divenire sede dell'Istituto dell'Enciclopedia Italiana, poi Treccani, che tutt'oggi lo possiede.
La costruzione
La facciata risulta dall'unione dei due edifici, quello originario e quello secentesco del Braccioli, divisi da una fascia verticale di bugne a cuscino fino all'altezza della prima cornice marcapiano e lisce per la restante parte fino al cornicione. A coronamento è posto un unico cornicione con fascia in cui figurano maschere e aquile, elemento araldico dei Mattei. Al pian terreno si apre un grande portale a cornice modanata con un cartiglio abraso in chiave, probabilmente opera settecentesca. Sul portale al n. 4 si legge “Lud. Matthaeius Petr. Ant. Fil. Lud. Nepos” (“Ludovico Mattei, figlio di Pietro Antonio e nipote di Ludovico”). Da qui, attraversando uno stretto androne, si giunge a un cortile a doppio loggiato. Nel lato di fronte all'ingresso il portico è chiuso da vetrate che proteggono la Sala Igea, decorata nella volta a grottesche di tema mitologico. Al di sopra una loggia scoperta e tutt'intorno al cortile una serie di nicchie a conchiglia che dovevano originariamente contenere busti o statue antiche. All'interno del palazzo, al piano nobile, si possono ammirare le vite di Giosuè e di David e scene della Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso, affreschi attribuiti di recente a Giovanni de' Vecchi ed eseguiti, sotto l'influsso degli Zuccari, tra il 1593 e il 1596. La loggia interna e il salone dove oggi si trova la sala di lettura della Biblioteca sono decorati da soffitti a cassettoni e a cornici poligonali della metà del Cinquecento, con decorazioni pittoriche seicentesche.
Gli ospiti
Qui visse e morì nel 1886 lo statista bolognese Marco Minghetti.
Le curiosità
Sotto il palazzo sono visibili muri radiali in opera reticolata del Teatro Balbo. Giovedì 15 Novembre 2018 ore 13.45
| Prenotazione obbligatoria l Visita guidata e biglietto d'ingresso gratuito. Visita riservata ai soli iscritti di Turismo Culturale Italiano con prenotazione riservata fino al 12/11. Dal 13/11 prenotazioni aperte a tutti, salvo disponibilità dei posti. Visita svolta con l'ausilio di sistemi audio-riceventi |
| App.to ore 13.45 in piazza dell'Enciclopedia Italiana, al palazzo l Individua sulla Mappa l Più info sul palazzo |
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