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La storia
Il palazzo della Rovere in piazza Ss. Apostoli è tra le principali architetture civili e residenziali realizzate a Roma nell'ultimo quarto del Quattrocento. Il primissimo nucleo venne edificato per volontà del cardinale Bessarione, sul lato settentrionale della basilica. Venne proseguito nella sua importante veste dal 1471, con il cardinale commendatario dell'attigua basilica dei Ss. Apostoli, Pietro Riario. Alla morte del Riario, avvenuta nel 1471, il cardinale Giuliano della Rovere, successo a tale carica nel 1478 e divenuto poi Papa nel 1503 con il nome di Giulio II, fece proseguire i lavori, portandoli a compimento qualche anno dopo. All'elezione al soglio pontificio, il Papa donò il complesso ai francescani. Dopo alterne vicende, in seguito al Regno d'Italia, l'intero palazzo, insieme ad altre proprietà immobiliari appartenute alla chiesa, venne incamerato nei beni del neonato Regno, e destinato a Circolo Ufficiali. Attualmente è in uso dei francescani.
La costruzione
Il palazzo nelle sue linee esterne, corrispondenti alla facciata su piazza Santi Apostoli, riprende nel carattere, quelle del vicino palazzo Venezia, del palazzo della Rovere poi dei Penitenzieri in Borgo, e del nucleo antico del palazzo del Collegio Capranica. Un corpo massiccio con una torre quadrangolare posta su uno dei lati. La costruzione è generalmente ritenuta opera di Giuliano da Sangallo. La facciata è intonacata, a tre piani di finestre con modanature in travertino. Il portale, evidentemente successivo alla prima costruzione, è decentrato sulla destra, così da consentire un agevole ingresso posto in asse con i lati destri dei due cortili interni. Le finestre del piano terreno sono alte e centinate, mentre quelle del primo piano risultano invece architravate con il simbolo dei della Rovere al centro. Curiosa è la grande cornice marcapiano in travertino, che risulta di dimensioni sproporzionate e che si interrompe in occasione delle finestre. Semplici invece le finestre dei due piani soprastanti. I due cortili vennero realizzati e poi modificati in fasi diverse; il primo è quello più antico, della fine del XV secolo, opera del Sangallo, e, a fine Ottocento venne coperto da un grande lucernaio in vetro, poi smontato. Il secondo, realizzato tra il 1503 ed il 1512, riprende nelle linee la forma del primo. Sono entrambi porticati su colonne ed arcate a tutto sesto. Nella parete di destra, alcune lunette recano affreschi di carattere religioso e che raccontano le storie della vita di S.Francesco, commissionati forse proprio dal cardinale Giuliano della Rovere, che apparteneva all'ordine dei francescani. Una serie di importanti monumenti funerari ad edicola sono incastrati nella stessa parete e provenienti dalla vicina basilica. Interessanti da un punto di vista storico ed artistico sono quelli del card. Bessarione, del 1472, ed il cenotafio di Michelangelo. Nel secondo cortile compare una fontana, opera di Domenico Fontana della fine del Cinquecento, momento in cui l'architetto venne incaricato da un altro pontefice francescano, Sisto V, di risistemare le strutture del palazzo. Di grande interesse risultano gli ambienti del piano primo corrispondenti a quelli che si affacciano in facciata. Uno splendido pavimento cosmatesco qui collocato, orna la sala centrale, mentre altre due sale, ai lati di questa, hanno fregi affrescati.
Domenica 25 Novembre 2018 ore 16.00
| Prenotazione obbligatoria l Quota visita guidata e contributo d'ingresso Euro 16.00. Visita svolta con l'ausilio di sistemi audio-riceventi |
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App.to ore 16.00 in piazza Santi Apostoli, 51, al palazzo l Individua sulla Mappa l Più info sul palazzo |
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