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La storia
Realizzata nel 1928-36 da Marcello Piacentini, la Casa Madre dei Mutilati di Guerra è una delle migliori opere del protagonista della architettura del Regime. L'edificio sorge isolato sul Lungotevere Castello tra Palazzo di Giustizia e Castel S. Angelo ed è caratterizzato da una forma pentagonale in tufo e travertino. E' sede dell' Associazione Nazionale dei Mutilati e Invalidi di Guerra, che si costituì spontaneamente a Milano nell'aprile 1917, mentre infuriava cruenta la prima guerra mondiale, con l'obiettivo di perseguire finalità di ordine ideale, morale e patriottico e di ordine rappresentativo.
La costruzione
In questo edificio Piacentini riassume stile e storia, ovvero sintetizza e racchiude in una forma urbana, il palazzo, con una più tipicamente militare, virile, quella del forte. La pianta pentagonale, che nella storia dell'architettura militare assurge ad una delle forme geometriche ideali, qui viene utilizzata per racchiudere al suo interno il perimetro dell'edificio, mascherando così la forma irregolare del cortile. Ma soprattutto racccorda urbanisticamente quel vuoto urbano tra il Palazzo di Giustizia e Castel sant'Angelo, riempiendo con la sua mole un lembo significativo dell'area. Travertino ma soprattutto tufo - materiali non solo autarchici ma fortemente collegati al topos laziale e romano ed alla robustezza ideale del fortilizio - sono i rivestimenti che ammantano l'intera pelle dell'edificio. Un disegno invero raffinato è quello delle modanature e cornici in travertino delle finestre e, ancora a richiamare la grande storia quattrocentesca, sono le mensole sommitali della cornice. Grande e visibile come un simbolo è la torre centrale, raffinata anch'essa nelle forme e nelle proporzioni. All'interno si trovano arredi originali di Piacentini, la cappella con affreschi del Romanelli, lo scalone, le porte bronzee di Morbidicci e Prini, la Sala del Consiglio con splendide tarsie lignee e gli affreschi ritrovati di Sironi ed inneggianti al Duce e alla monarchia. Il Salone delle Adunate, dove si svolgono riunioni, eventi, conferenze e concerti, è il cuore architettonico dell'Associazione e si sviluppa al primo piano della Casa Madre. Esso è suddiviso in quattro grandi arcate di Antonio Giuseppe Santagata: le prime tre rappresentano i momenti della guerra (La Partenza, L'Assalto, Il Ritorno), il quarto arco – la vela centrale - rappresenta L'Offerta della Casa Madre alla Vittoria. I dipinti, eseguiti tra 1936 e 1938 nella Corte delle Vittorie da Oppo e Santagata, che lavorarono congiuntamente a Sironi e a Piacentini a rendere unitario il progetto architettonico e decorativo della CasaMadre, si sviluppano su circa 600mq. di superficie all'interno dei due porticati che si affacciano sulla Corte. Tali dipinti, che raffigurano le battaglie della I Guerra Mondiale ed episodi di vita in trincea, rispecchiano, sul piano sia stilistico che tecnico, la ripresa della tradizione italiana quattrocentesca (Santagata) e seicentesca (Oppo) dell'affresco e la ricerca di un linguaggio figurativo moderno tipicamente italiano, in cui fossero riconoscibili i caratteri di quella identità artistica nazionale che nel dibattito culturale del periodo coincise, tra l'altro, con l'interesse per il Quattrocento e per Piero della Francesca.
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