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programma
di viaggio
sabato
26 / domenica 27
settembre 2009
Appuntamento
ore 7.00 in p.le
Ostiense alla fontana
del palazzo dell'Acea
e partenza in pullman
GT per le Marche.
“...la
si vede quasi con
meraviglia, uscendo
dai monti, sul cucuzzolo
di un colle, eminente,
isolato. Un forestiere
che salisse tra
la nebbia se la
troverebbe davanti
come un apparizione...
”.
Così
descrive negli anni
‘50 Ugo Betti
l’approccio
a Camerino. La Città
Ducato di Camerino
è una antica
città di
studi e vanta una
grande tradizione
artistica grazie
alla più
significativa scuola
pittorica delle
Marche che ha visto
il suo apice a cavallo
tra i secoli d'oro
della cultura marchigiana,
tra il XIV ed il
XV secolo. Del suo
illustre passato
conserva pregevoli
testimonianze rinascimentali
della signoria di
Giulio Cesare da
Varano, illuminato
sovrano di una delle
più lunghe
dinastie d'Italia.
Dall'imponente palazzo
Ducale al grazioso
teatro Marchetti
ammireremo le opere
di questo centro
marchigiano, conservato
intatto con strade,
piazze, facciate
di palazzi che abbracciano
oltre cinque secoli
di storia. Oggi
la cittadina ospita
una importante Università.
A
breve distanza giungeremo
attraversando le
vallate in visita
alla bella città
di Tolentino, circondata
dai monti Sibillini,
con gli irripetibili
colori autunnali
che rievocano le
leggende del Tannhäuser,
del Guerrin Meschino
e della Sibilla.
La
cittadina offre
numerosi spunti
per una visita di
grande interesse
storico, artistico
ed architettonico.
Visiteremo il bel
teatro Vaccaj risalente
al 1797 ed uno tra
i più interessanti
tra i tanti teatri
comunali delle Marche;
entreremo nella
chiesa romanica
di san Nicola, coinitolata
al celebre santo
di Tolentino; la
Cattedrale con la
magnifica Cappella
di san Catervo e
le sale del palazzo
Parisani-Bezzi,
famoso per avere
ospitato Napoleone
che nel febbraio
del 1797 vi sottoscrisse
il Trattato di Tolentino
con i rappresentanti
di papa Pio VI,
evento dal quale
prendono il nome
e le cosiddette
"Sale Napoleoniche".
Subito
fuori l’abitato
di Tolentino avremo
occasione di visitare
il poderoso Castello
della Rancia situato
sulla pianura alla
sinistra del fiume
Chienti, a 7 chilometri
da Tolentino. Il
castello, di forma
quadrangolare, è
composto da una
cinta merlata rafforzata
da tre torri angolari.
A difesa dell'ingresso
principale del castello
si eleva una delle
torri a cui si accedeva
mediante un ponte
levatoio, sostituito
in seguito da uno
in muratura. Il
mastio, nucleo originario
della preesistente
grancia, è
alto circa 30 metri
ed è costituito
da quattro piani,
di cui i primi tre
sono voltati a crociera.
Al secondo piano,
fornito di un ampio
camino e raggiungibile
tramite una scala
a chiocciola in
pietra, si trovava
l'alloggio del granciario
e poi del castellano.
Il
piano seminterrato
del mastio, illuminato
da due alte feritole
a bocca di lupo,
fu un tempo usato
come prigione come
indicano i grossi
anelli in ferro
infissi alle pareti.
Su due lati adiacenti
della corte, provvista
al centro di una
profondissima cisterna,
si innalzano due
porticati con archi
a tutto sesto sorretti
da pilastri cilindrici
in laterizio. Al
primo piano un altro
porticato affianca
un ampio salone,
probabilmente la
parte del castello
che aveva funzione
di residenza. Dal
cortile si accede
a una cappellina
barocca eretta dai
Gesuiti. Testimonianze
non confermate sostengono
l'esistenza, al
centro del cortile,
di un'altra cisterna
dove sembra vennero
sepolti molti dei
caduti durante la
Battaglia della
Rancia nel 1815.
Secondo la tradizione
esisterebbe inoltre
una galleria medievale
che dovrebbe congiungere
il Castello alla
Basilica di S. Nicola.
L'Abbazia
Cistercense di S.Maria
di Chiaravalle di
Fiastra è
considerata la più
importante Abbazia
fiorita nel Piceno
e rappresenta uno
dei monumenti più
pregevoli e meglio
conservati dell’architettura
cistercense in Italia.
La
delicata bellezza
dei paesaggio naturale,
le dolci colline,
la verdissima pianura
e una selva rigogliosa
fanno da scenografica
cornice a questo
gioiello architettonico
del secolo XII,
creato dalla sapienza
dei monaci i quali
lavoravano più
con lo spirito che
con le mani. La
monumentale abbazia
(Abbazia di Chiaravalle)
fu costruita nel
nel 1142 dai monaci
cistercensi ,le
pietre necessarie
per la costruzione
della chiesa,furono
prese dalla vicina
città storica
‘’Urbs
Salvia’’,
l’ attuale
Urbisaglia, che
presenta tuttora
un anfiteatro romano.
La chiesa perfettamente
conservata è
il simbolo dell’architettura
cistercense, fu
costruita dai seguaci
dell’abate
Bernardo da Chiaravalle,
sul modello esistente
della Chiaravalle
francese. La struttura
si conserva benissimo
grazie anche agli
interventi dei marchesi
Bandini che nel
1773 ne presero
possesso. La facciata
della chiesa presenta
mattoni in cotto,
laterizio tipico
dell’architettura
medievale lombarda,
un bellissimo rosone
ed un bellissimo
portale di marmo.
La struttura interna
è costruita
su tre navate divise
da arcate a tutto
sesto. L’
atmosfera austera
ed imponente invita
il fedele al silenzio
e al raccoglimento,
anche le colonne
rispecchiano l’architettura
cistercense, infatti,
i capitelli in stile
romanico riportano
i simboli dell’ordine
monastico. Anche
l’altare è
stato preso dalla
vicina Urbisaglia,
la chiesa è
illuminata naturalmente
solo dalla luce
( luce divina) che
entra dal rosone
posto in alto dietro
l’abside.
Fuori l’abbazia
è circondata
da un grandissimo
parco verdeggiante
che richiama moltissimi
visitatori e sportivi
che giungono in
questo luogo per
riposarsi o dedicarsi
al footing ed alle
passeggiate nel
bosco adiacente,
un bosco planiziario
ricco di cerri,
varietà tipica
della macchia mediterranea.
A
fine visite partenza
per Roma. Rientro
previsto alle ore
22.00 ca. |