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- Tra vigneti e Castelli: il Monferrato e le Langhe

ottobre / novembre 2009
Il Piemonte offre scenari, paesaggistici, architettonici e enogastronomici di incomparabile bellezza: le Lanche e il Monferrato, due terre d.o.c.
   
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Viaggio in programazione. Quote ed itinerario in fase di costruzione saranno pubblicate prossimamente.

Se desideri ricevere informazioni su questo viaggio contatta la Segreteria Organizzativa o la Redazione di Turismo Culturale Italiano inviando la tua richiesta via posta elettronica

   
 

programma di viaggio

Giovedì 29 Ottobre 2009

Ore 6.00 appuntamento all'aeroporto int.le L. da Vinci di Roma Fco, Terminal A voli nazionali, banco Alitalia. Partenza in aereo con volo AZ 1415 delle ore 7.10 ed arrivo a Torino, aeroporto Caselle alle ore 8.25.

Inizio del viaggio. Trasferimento in pullman gran turismo riservato in visita al Monferrato.

In mattinata visita di Casale Monferrato. La imprendibile cittadella venne fatta saltare con le mine nel 1695 per accordi fra le grandi potenze. Per la pace di Utrecht del 1713, il Monferrato passava ai Savoia. In conseguenza Casale perdeva la supremazia di capitale, venendo spogliata di importanti servizi e autorità. Durante la guerra della Prammatica Sanzione per la successione al trono d'Austria, Casale venne occupata dai gallo-ispani nel 1745. Gravi danni derivarono alle chiese ed ai conventi usati come caserme ed ospedali. Subito dopo Casale fu investita dal vento barocco e per l'impegno dei nobili borghesi, residui della nobiltà di corte, nacque una elegante architettura nelle chiese e nei palazzi che ancora oggi è ammirata. Arrivò la bufera francese e nell'epoca napoleonica, per riconoscimento di Bonaparte, Casale ebbe qualche miglioramento. Con la ricostruzione dello Stato Sabaudo, Casale fu città di frontiera. Dopo la sconfitta di Novara, resistette ad oltranza alle truppe austriache. Nella Seconda Guerra d'Indipendenza fu il fulcro della strategia fraco-piemontese. Alla fine dell'Ottocento Casale divenne "capitale del cemento" e nel Novecento trasformò le proprie imprese verso il settore dei frigoriferi e delle macchine da stampa.

Il Duomo è il più antico monumento della città di Casale Monferrato e una delle più importanti cattedrali in stile romanico-lombardo del Piemonte.
La monumentale facciata a capanna, è asimmetrica e incorniciata da due campanili laterali. Ai lati del portone d’ingresso principale vi sono due colonne su cui sono collocate le copie ottocentesche di due statue raffiguranti rispettivamente il re longobardo Liutprando e la regina Teodolinda. Opera importante ed unica il Nartece, non consueta in zona. Costruzioni similari si trovano in Armenia ed in Georgia. Secondo la teoria di alcuni studiosi tale opera è dovuta all'impiego di mano d'opera saracena, venuta in è Monferrato quale prigioniera di guerra al seguito dei marchesi aleramici o secondo altri ai cavalieri templari, che avevano all'epoca sede in Santa Maria del Tempio, località vicina a Casale Monferrato. Nel nartece interessanti capitelli messi in luce dai recenti restauri. Lo spazio è suddiviso in cinque navate. Ai muri perimetrali della chiesa sono addossati gli altari laterali, che hanno subito, nel tempo, numerose modifiche. Il presbiterio presenta nella volta e nel catino absidale i dipinti murali eseguiti da Costantino Sereno nel 1860-61 in stile neobizantino. Il Castello dei Paleologi è un'imponente costruzione militare quattrocentesca , è situata quasi in riva al fiume Po e si caratterizza per la sua pianta esagonale con quattro torrioni angolari e per il fossato che la cinge su tutti i lati.

Pausa Pranzo.

Nel pomeriggio visita di Nizza Monferrato. Si ritiene che Nizza Monferrato sia stata fondata nel 1225 d.C. ad opera di abitanti della zona dopo la distruzione di alcuni castelli da parte degli alessandrini. La città sorse attorno all'abbazia di San Giovanni in Lanero. Dieci anni più tardi venne eretta a comune e nel 1264 si unì al Marchesato del Monferrato. Nella sua storia Nizza venne assediata più volte, a partire dal 1268 da parte delle truppe di Carlo I d'Angiò alle quali resistette per quaranta giorni. La città passò di mano in mano più volte; fu prima sotto il controllo degli Aleramici, poi dei Paleologi e successivamente nel 1391 fu devastata dalle milizie del conte d'Armagnac. La città passò poi sotto il controllo dei Gonzaga, desiderosi di impadronirsi delle sue risorse. Dopo un periodo molto fiorente la città dovette nel 1613 respingere l'attacco del duca Carlo Emanuele I di Savoia, venne poi ripetutamente attaccata dai francesi e dagli spagnoli.

Proseguimento in visita al Sacro Monte di Crea. Il Sacro Monte si erge su uno dei punti più elevati del settore orientale del Basso Monferrato, in provincia di Alessandria . In posizione dominante sui rilievi collinari del Monferrato, il Sacro Monte, dedicato ai Misteri del Rosario, venne progettato nel 1589 in aggiunta ad un Santuario preesistente. Dopo un periodo di abbandono, nel corso del sec. XIX si procedette ad una intensa opera di restauro di statue e dipinti e di rifacimento delle cappelle. Attualmente il Santuario, il Museo storiografico, la serie di 23 cappelle e 4 romitori sparsi nel bosco che ricopre le pendici del colle, formano un complesso ricco di preziose opere d'arte, suggestivo complemento alla componente paesaggistica. Alla realizzazione dei gruppi statuari, dei dipinti e degli affreschi contribuirono artisti di fama e tra gli altri: Guglielmo Caccia detto 'Moncalvo', Giovanni e Nicola Wespin detti 'Tabacchetti' e il 'Fiamminghino'. Notevole è anche l'interesse botanico per la presenza di elementi floristici rari. Il Santuario
Di origine romanica, venne retto nel 1468 dai Canonici di Vezzolano, dai Lateranensi nel 1798, dai Serviti sino al 1801, dal 1820 sino al 1992 dai Minori Francescani.Condotto attualmente dalla Curia di Casale, la Chiesa, dedicata a Maria Assunta. L'interno, a tre navate, conserva importanti opere: la Madonna con Bambino e Santi, tavola autografa di Macrino d'Alba (1503); il ciclo di affreschi con le Storie di Santa Margherita d'Antiochia del XV sec.; l'effige della Vergine, statua lignea del XIV sec.; la vasta raccolta di ex voto; la Via Crucis e gli amboni di L. Bagna.

Nel tardo pomeriggio arrivo in albergo ad Alba, sistemazione nelle camere assegnate. Cena in locale caratteristico con menù del territorio.

Venerdì 30 Ottobre 2009

In mattinata visita di Alba. Le origini di Alba sono sicuramente preromane, probabilmente liguro/celtiche. Il nome Alba è infatti tipico della civiltà ligure. La città ottenne l'imprimatur romano con l'editto del console Gneo Pompeo Strabone e venne battezzata Alba Pompeia. Come municipium romano fu inserita nella IX legione e ascritta alla tribù Camilia. I diversi ritrovamenti romani dimostrano come Alba abbia, nei primi due secoli dell'impero, a seguito dell'ascesa romana, costituito assieme a Pollenzo e Bene Vagienna un triangolo strategico e commerciale, creando strutture urbane di notevole interesse, tra i quali l'acquedotto, per convogliare le acque in città, e la rete fognaria per scaricare i reflui nel fiume Tanaro

L'Alba romana era amministrata in modo autonomo, aveva una propria magistratura e ospitava cinque ordini di persone : i decurioni, i cittadini più facoltosi, gli augustali, cavalieri, appaltatori e liberti. Infine la plebe divisa in collegia di arti e mestieri. Oltre al collegio dei fabbri vi erano i centonari, fabbricanti di lana e stoffe, i dendrogradi, coloro che fornivano legname per le case e le navi. Tutto il materiale storico sull'epoca romana è conservato presso il Museo Civico di scienze naturali e storia "Federico Eusebio". Il materiale epigrafico e archeologico di Alba Pompeia descrive la vita di una classe medio-alta, consistente numericamente, formata sia da gens romana, che da discendenti di origine celto-ligure.

L'agricoltura e l'allevamento del bestiame erano le principale attività di una parte importante dell'elite di Alba Pompeia. Lo storico Plinio descrive già l'esistenza di una tecnica agricola applicata alla viticoltura affinata ed evoluta. La città cinta all'epoca da grandi mura poligonali ospitò l'imperatore Augusto in viaggio per le Gallie ed elesse al trono imperiale Publio Elvio Pertinace. Nei periodi successivi alla dominazione romana vennero ricostruite le mura medioevali: da quelle gotico-longobarde a quelle post-carolingie, alle invasioni ungaro-saracene, fino al periodo comunale in cui avvennero altre ristrutturazioni. Il perimetro urbano rimase comunque invariato fino all'epoca moderna. Dopo la caduta dell'Impero Romano, nel 490 la città venne saccheggiata dai Burgundi, seguiti nel 640 dai Longobardi di Rotari e dai Franchi di Carlo Magno, che crearono le condizioni per lo sviluppo del feudalesimo.

Le mura medioevali della città rappresentavano un notevole sistema di difesa: costruite su di un basamento alto oltre due metri e con mura di mezzo metro di spessore, erano munite di contrafforti e torrioni e per tutto il loro perimetro erano circondate da un fossato. Le porte della città rispecchiavano le vie di accesso : a nord Porta Tanaro, a sud Porta San Martino, ad est Porta del Soccorso o Porta Cherasca, a sud-est Porta San Biagio ad ovest porta Castello. Ogni porta disponeva di una o due torri per il corpo di guardia e per i funzionari addetti alla riscossione dei pedaggi.

Grazie all'espansione territoriale del comune, Alba vide il formarsi di sette Camparie e sei castelli, costruiti a formare una corona sulle colline adiacenti con funzioni prettamente di difesa. Nello stesso periodo in città vennero edificati monasteri, chiese e persino sei ospedali. L'ospedale di San Lazzaro era stato costruito per la cura dei lebbrosi e delle malattie infettive. Un'antica donazione obbligava a lasciare ogni anno due soldi astesi, oppure uno staio di vino, ai poveri infermi. L'ospedale del Santo Spirito del Ponte si trovava vicino la Porta Tanaro e apparteneva ai canonici agostiniani di Ferrania. L'ospedale di Sant'Antonio curava le malattie del fuoco sacro, una malattia epidemica all'epoca molto diffusa. Un quarto ospedale dedicato a San Marco, si trovava nell'attuale luogo in cui è edificato il Cottolengo. Proprietari erano i frati gerosolimitani o cavalieri dell'ordine di San Giovanni di Gerusalemme. A questo periodo risale lo stemma di Alba in cui appare con una croce rossa in campo argento.

Nel pomeriggio visita del castello di Grinzane Cavour. Il maniero è un imponente edificio a pianta quadrilatera con un'alta torre, le cui origini risalgono al 1200. Nel 1832 la costruzione pervenne all'amministrazione di Camillo Benso di Cavour: ancora oggi è possibile visitare la sua camera. Qui Cavour si occupò di innovazioni nel settore agricolo e nella vinificazione.
L'attuale sistemazione si deve ai restauri a partire del 1961 da parte della Sovrintendenza ai monumenti, in occasione del primo centenario dell'Unità d'Italia. Il castello occupa attualmente la sede dell'Enoteca Regionale Piemontese Cavour ed ospita due musei (Museo con cimeli cavouriani e un Museo Etnografico).

Proseguiremo con la visita di Pollenzo e della Real Tenuta di Pollenzo. L’antica Pollenzo, la città romana di Pollentia, è stata citata da Plinio tra i nobilia oppida della Liguria antica. Essa venne fondata alla fine del II° secolo a.c. nella valle del Tanaro (a poca distanza dalla confluenza con la valle Stura di Demonte) in una posizione strategica dal punto di vista viario, trovandosi all’incrocio di importanti corridoi naturali quali le vie Fulvia ed Aemilia Scauri. Pollentia si trovò al centro di un territorio estremamente vitale in età augustea: ciò sia per un’intensa occupazione rurale del territorio (come testimoniano numerosi reperti), che per la posizione baricentrica rispetto alle più recenti città di Alba Pompeia (l’attuale Alba) e Augusta Bagiennorum (situata in frazione Roncaglia dell’attuale Comune di Benevagienna).

L’interesse dei Savoia per Pollenzo fu testimoniato dal finanziamento della prima campagna di scavi alla ricerca di reperti di epoca romani, compiuti tra la fine del Settecento ed i primi anni del nuovo secolo, da parte di Giuseppe Franchi Pont che diede alle stampe anche un resoconto dei lavori ne “Delle antichità di Pollenza e de’ ruderi che ne rimangono”.

I propositi dei Savoia, e del nuovo re Carlo Alberto in particolare, su Pollenzo non erano limitati alla valorizzazione di un importante sito archeologico. Nel 1832 iniziarono i lavori di ristrutturazione del castello, del borgo e di un’area di oltre seicento ettari (circa 1.800 giornate piemontesi) che si estendeva anche a Santa Vittoria, Roddi e La Morra. La progettazione del restauro del castello medievale venne affidata all’architetto Ernest Melano, mentre è significativa la presenza dell’artista bolognese Palagi che si occupò delle decorazioni e dei disegni. Ma, come detto, il progetto complessivo non si preoccupò unicamente di intervenire sulle strutture del castello: l’intera tenuta fu oggetto di importanti lavori con la realizzazione di quattordici cascine, dell’imponente edificio dell’agenzia, della torre affacciata sulla piazza della chiesa ed, infine, la caratteristica costruzione gotica della parrocchiale di San Vittore.

Nel tardo pomeriggio rientro in albergo ad Alba. Cena in locale caratteristico con menù del territorio.

Sabato 31 Ottobre 2009

In mattinata visita di Serralunga d'Alba. L'origine del paese viene fatta coincidere con la costruzione del castello. Dominio di Bonifacio del Vasto, "Sera Longa" (per la sua caratteristica forma di lingua di terra stretta e lunga sulle colline), fu in seguito possesso dei Del Carretto e dei marchesi di Saluzzo. Divenne poi feudo dei marchesi Falletti di Barolo, che vi fecero erigere il castello e, con titolo comitale, dei Baldi di Bra. Il castello fu espugnato nell'anno 1616 e fu poi conquistato dagli Spagnoli. Di attuale proprietà dello Stato italiano, nel 1950 è stato restaurato per intervento del presidente della Repubblica Luigi Einaudi. Il centro di Serralunga, tipico borgo medievale, è quasi intatto. Dalle mura del castello si può osservare la struttura urbanistica: le vie e le case sono poste in modo concentrico per favorire l'accesso della popolazione al castello in caso di guerra.

A seguire visita del castello di Barolo. Edificato al centro del paese di Barolo, la sua origine risale all'XI secolo. Dopo il crollo del castello Della Volta avvenuto ai primi del '300, diviene di proprietà dei Falletti fino all'estinzione della famiglia nella seconda metà del '800, quando Giulia Colbert, che aveva sposato l'ultimo Marchese, volle per testamento che divenisse un collegio. La stessa Giulia assunse come bibliotecario Silvio Pellico reduce dall'esperienza nel carcere dello Spielberg. Nel 1970 fu acquistato dal comune di Barolo che provvide ai successivi restauri. Il castello ospita nelle sue cantine l'Enoteca Regionale del Barolo, un Museo del vino e delle contadinerie e la Biblioteca Storica ordinata da Silvio Pellico.

Nel pomeriggio visita del castello di Monforte d'Alba. Di antichissima origine (sono state rinvenute tracce di insediamenti risalenti al neolitico e frammenti d'epoca romana) deve il suo nome al castello cinto da mura che sorse nell'Alto Medioevo sulla sommità del colle e che, nel 1028, secondo gli storici Glabro e Landolfo Se-niore, fu espugnato dagli armati inviati dall'Arcivescovo di Milano, Ariberto d'Intimiano, per soffocare l'eresia catara diffusasi in loco coinvolgendo gli stessi feudatari. Gli abitanti di Mons Fortis, fatti prigionieri, furono condotti a Milano e costretti a scegliere tra l'abiura e il rogo; la maggior parte, coerentemente con i propri principi, si lanciò tra le fiamme. Non è azzardato supporre che la presenza del nome Monforte nella toponomastica di Milano sia da ricollegarsi a questa vicenda. Dopo alterne vicende il paese divenne, nel XIII secolo, feudo dei marchesi Del Carretto, cui più tardi subentrarono i marchesi Scarampi del Cairo. Nel 1703 fu conquistato dalle truppe di casa Savoia e passò quindi definitivamente al regno di Sardegna.

Nel tardo pomeriggio rientro in albergo ad Alba. Cena in locale caratteristico con menù del territorio.

Domenica 1° Novembre 2009

In mattinata visita di Cherasco. Cherasco nasce nel 1243, per volontà di Manfredi Lancia, vicario imperiale, appartenente ad un ramo cadetto della dinastia degli Aleramici e Sarlo di Drua, podestà di Alba. Già in età romana esisteva un borgo, chiamato Clerascum, presso al quale il vicario imperiale Lancia volle far edificare il nuovo paese. In ogni caso, Cherasco passò rapidamente alla fazione guelfa di Carlo d'Angiò, tradendo così la sua fondazione ghibellina.

Come comune libero ed indipendente, nei torbidi periodi delle lotte comunali, Cherasco passò nuovamente ai ghibellini insieme ad Alba, Asti e Chieri, nel 1277. Nel 1303 la città dovette cedere la sua autonomia agli Angiò e quindi, nel 1347, ad Amedeo VI di Savoia. Un cruento assedio, nel 1348, scacciò i Savoia e vide padrone del comune Luchino Visconti (signore di Milano), che vi farà erigere un proprio castello. Passata nella dote di Valentina Visconti, venne ceduta ai francesi, e solo nel 1529 i Savoia riuscirono a riappropriarsene. Dal 1559 iniziò un nuovo periodo di splendore. La città fu dotata di mura ideate da Ascanio Vittozzi. Quando nel 1630 scoppiò la peste in Piemonte, Cherasco ospitò la corte ducale: terminato il pericolo, venne fatto erigere nel 1647 l'Arco del Belvedere, uno dei simboli del paese. Il 7 aprile 1631 Vittorio Amedeo I di Savoia, Giulio Mazzarino ed i rappresentanti di Sacro Romano Impero, Mantova e Spagna vi firmarono la pace che poneva fine alla guerra per la successione del ducato di Mantova, cui era annesso anche il Monferrato, riconoscendo a Carlo di Nevers e Rethel la signoria sul ducato di Mantova ed al ducato di Savoia Trino ed Alba.

Il mattino del 23 aprile 1796 i francesi assediarono Cherasco, che si arrese alla sera con richiesta di armistizio da parte del generale Colli, comandante dei piemontesi. Napoleone Bonaparte entrò in città e vi prese alloggio. Il generale corso, pur sostenendo di non essere autorizzato a trattare in nome del Direttorio, impose le condizioni dell'armistizio di Cherasco, con il quale si ridisegnava la geografia dei domini sabaudi. L'armistizio fu approvato da Vittorio Amedeo III il 28 aprile e confermato dalla Pace di Parigi del 15 maggio.

A seguire trasferimento ad Asti. "Municipium" romano noto con il nome di Hasta Pompeia o semplicemente Hasta, fu sede del ducato di Asti, ducato longobardo della Neustria. Libero comune nel Medioevo, con diritto di "battere moneta", fu uno dei più importanti centri commerciali tra XII e XIII secolo, i suoi mercanti svilupparono il commercio ed il credito in tutta Europa. È conosciuta in tutto il mondo per i suoi vini, in particolare l'Asti spumante ed ogni anno, a settembre, vi si tiene uno dei concorsi enologici più importanti d'Italia, denominato la Douja d'Or. Celebre è anche il suo Palio storico, manifestazione tra le più antiche d'Italia, che si svolge a settembre e culmina con una corsa di cavalli montati "a pelo" (senza sella). Durante il Medioevo, Asti è stata un importante centro di scambi commerciali e bancari. È questo il periodo più felice per la città, che si abbellisce di numerose torri e caseforti e vede estendere il proprio potere su numerose città e paesi, come Bra, Villanova, Fossano, Nizza Monferrato, Ceva e Garessio. La cessione di Castello d'Annone da parte del vescovo il 28 marzo 1095 ai consoli dimostra l'esistenza del Comune indipendente già nell'XI secolo. Asti è, dopo Torino e insieme a Vercelli, una delle principali città d'arte del Piemonte in quanto custode di un ricco patrimonio artistico ed architettonico. La città in particolare presenta il più vasto patrimonio architettonico basso-medievale della regione, a memoria di quello che fu il più potente comune piemontese. Numerose sono le torri, le case-forti, le chiese, domus e palazzi.

Del periodo romano, sono ancora presenti, la Torre Rossa, probabile vestigia della porta occidentale della cinta romana, la domus di Via Varrone e i resti dell'Anfiteatro. Del periodo romanico di notevole interesse sono le cripte di Sant'Anastasio, San Secondo (VII secolo) in cui è conservato il corpo del patrono e San Giovanni. Nella zona orientale della città è possibile ammirare il complesso di San Pietro in Consavia, sede nel Medioevo del priorato gerosolimitano di Lombardia. Del Periodo basso-medievale ricordiamo la Cattedrale di Santa Maria Assunta, considerata la più importante cattedrale gotica del Piemonte, la Collegiata di San Secondo, dove sono custodite le reliquie del Santo Patrono, la Chiesa parrocchiale di Viatosto, la Chiesa di Santa Maria Nuova e la chiesa della Madonna del Portone, che conserva al suo interno la porta medievale di San Marco. Tra i principali edifici medievali, torri e case-forti medievali sono da citare Palazzo Catena, Palazzo Zoya, il Palazzo del Podestà o del Comune, la Torre Asinari, la Torre Comentina, la Torre e il Palazzo Gazzelli, la Torre De Regibus, la Torre Guttuari, la Torre e i Palazzi Natta, la Torre Quartero, la Torre Solaro, la Torre civica (Torre Troyana). Inoltre nella zona nord occidentale della città è possibile ammirare un tratto delle antiche mura utilizzate per la difesa in epoca medioevale.

Nel pomeriggio trasferimento in pullman all'aeroporto di Torino Caselle e partenza per Roma Fco con volo di linea Alitalia AZ 1430 delle ore 19.30 con arrivo a Roma previsto alle ore 20.30 ca.

 

Casale Monferrato

 

 

Casale Monferrato

 

 

Casale Monferrato

 

 

Nizza Monferrato

 

 

Sacro Monte di Crea

 

 

Sacro Monte di Crea

 

 

 

Alba

 

 

Alba

 

 

Grinzane Cavour

 

 

Grinzane Cavour

 

 

Pollenzo

 

 

Pollenzo

 

 

Castello di Barolo

 

 

Castello di Barolo

 

 

Castello di Barolo

 

 

Monteforte d'Alba

 

 

Monteforte d'Alba

 

 

Cherasco

 

 

Cherasco

 

 

Cherasco

 

 

Asti

 

 

Asti

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Info sul Viaggio
  • Per informazioni sulla quota contatta l'associazione
  • La quota comprende: viaggio in aereo Roma/Torino A/R volo di linea Alitalia; tasse aeroportuali (Euro 140.00); tutti i trasferimenti locali in pullman gran turismo;pernottamenti in Relais; cene con menù del territorio; degustazione di vini in cantine; visite guidate a cura degli esperti dell'associazione Palladio e di guide conferenziere locali; biglietti d’ingresso
  • Prenotazioni entro il 10/10/2009 solo dietro acconto confirmatorio e fino a esaurimento posti.
  • Minimo 25 / Massimo 30 Soci.
  • Camere singole limitate
  • App.to ore 6.00 aeroporto L. da Vinci di Roma Fco terminal A banco partenze Alitalia

    Per informazioni contattare la Segreteria. Prenotazioni entro il 10/10/09
   
   

 

 
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