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programma
di viaggio
sabato
5 dicembre 2009:
Appuntamento
ore 7.00 in p.le
Ostiense alla fontana
del palazzo dell'Acea
e partenza in pullman
GT per la Puglia.
In
tarda mattinata
arrivo a Lucera
e visita del Castello.
La costruzione del
castello fu ordinata
da Federico II del
Sacro Romano Impero
in seguito alla
sua decisione di
condurre nella città
di Lucera i ribelli
saraceni della Sicilia,
tentando in questo
modo di pacificare
la situazione. Il
castello fu fatto
costruire da Federico
II del Sacro Romano
Impero nel 1233
sulle fondamenta
di una cattedrale
romanica, mentre
le mura furono aggiunte
successivamente
(tra il 1269 e il
1283) da Carlo I
d'Angiò.
Questa aggiunta
fu resa necessaria
per il diverso utilizzo
che quest'ultimo
voleva fare della
struttura: da palazzo
imperiale come era
nelle intenzioni
a castello fortificato,
sede permanente
di un presidio militare.
Il materiale di
costruzione fu principalmente
acquisito dai resti
delle costruzioni
romane ancora presenti
nella zona. Il castello,
infatti, sorge nello
stesso luogo della
acropoli della città
romana. Il complesso
fu fortemente danneggiato
da un terremoto
che colpì
la zona nel 1456,
e fu quasi completamente
demolito nel XVIII
secolo per utilizzarne
il materiale di
risulta per la costruzione
dell'attuale tribunale.
Pausa
pranzo
Nel
pomeriggio trasferimento
a Monte
Sant'Angelo
e visita del castello
e della Grotta dell'Apparizione.
Posto
a nord-ovest dell'abitato,
il castello
di Monte
Sant'Angelo
è il risultato
di dieci secoli
di storia, ma soprattutto
di distruzioni,
ricostruzioni e
ristrutturazioni.
Il nucleo originario,
la torre pentagonale
detta "dei
Giganti", è
attribuito ai Normanni
che, prima con Rainulfo
conte di Aversa
e poi con Roberto
il Guiscardo, avrebbero
eretto un edificio
fortificato sul
sito di un precedente
impianto difensivo
di epoca longobarda;
al tempo di Federico
II dovettero esserci
interventi di una
certa consistenza,
come testimoniato
dallo «Statutum
de reparatione castrorum»,
e successivamente
ulteriori aggiunte
nel periodo angioino,
oltre alla sua temporanea
trasformazione in
prigione. Secondo
la tradizione, l'imperatore
svevo vi soggiornò
per alcuni anni
insieme a Bianca
Lancia, e vi nacquero
i figli Enzo e Manfredi.
Agli Aragonesi si
deve invece il decisivo
ampliamento e la
revisione globale
delle strutture,
che assunsero una
conformazione in
linea con i tempi
e con le mutate
esigenze difensive;
a questo periodo
appartiene il torrione
di testata, a forma
di carena di nave,
che riporta la data
del 1493.
Il
Santuario
di San Michele Arcangelo
fu costruito nel
XIII secolo da Carlo
I d'Angiò.
Il portale ha battenti
in bronzo (1076)
dove sono raffigurate
scene del vecchio
e del nuovo testamento.
Attraverso l'aula
interna si accede
alla grotta dell'apparizione.
Qui si trova un
altare e una statua
realizzata da Andrea
Sansovino raffigurante
l'Arcangelo. L'altare
della Madonna risale
al XI-XII secolo;
Trasferimento
a Barletta in albergo,
sistemazione nelle
camere riservate
cena e pernottamento.
domenica
6 dicembre 2009
In mattinata partenza
per Castel
del Monte
e visita al celebre
castello inserito
nell'elenco dei
monumenti nazionali
italiani nel 1936
e in quello dei
patrimoni dell'umanità
dell'UNESCO nel
1996. La nascita
dell'edificio si
colloca ufficialmente
il 25 gennaio 1240,
quando Federico
II Hohenstaufen
ordina affinché
vengano predisposti
i materiali e tutto
il necessario per
la costruzione di
un castello presso
la chiesa di Sancta
Maria de Monte (oggi
scomparsa). Questa
data, tuttavia,
non è accettata
da tutti gli studiosi:
secondo alcuni,
infatti, la costruzione
del castello in
quella data era
già giunta
alle coperture.
Incerta
è anche l'attribuzione
ad un preciso architetto:
alcuni riconducono
l'opera a Riccardo
da Lentini ma molti
sostengono che ad
ideare la costruzione
fu lo stesso Federico
II. Pare fu costruito
sulle rovine di
una precedente fortezza
prima longobarda
e poi normanna.
Probabilmente alla
morte di Federico
II (avvenuta nel
1250) l'edificio
non era ancora terminato.
Malgrado
sia comunemente
definito "castello",
l'esatta funzione
dell'imponente edificio
è tuttora
sconosciuta. Privo
dal punto di vista
architettonico di
elementi tipicamente
militari e posto
in una posizione
non strategica,
in realtà
l'edificio non fu
probabilmente una
fortezza. Alcuni
elementi della costruzione,
inoltre, fanno decisamente
scartare questa
ipotesi: ad esempio
le scale a chiocciola
nelle torri sono
disposte secondo
un senso antiorario
(a differenza di
qualunque altra
costruzione difensiva
dell'epoca), situazione
che metteva in svantaggio
gli occupanti del
castello contro
eventuali assalitori
perché sarebbero
stati costretti
ad impugnare l'arma
con la sinistra.
Le feritoie, inoltre,
sono troppo strette
anche per ipotizzare
un lancio di frecce.
Anche l'ipotesi
che fosse una residenza
di caccia, attività
assai amata dal
sovrano, è
messa in discussione
dalla presenza di
fini ornamenti e
dall'assenza di
stalle e altri ambienti
tipici delle residenze
di caccia.
A
causa dei forti
simbolismi di cui
è intrisa,
è stato ipotizzato
che la costruzione
potesse essere una
sorta di tempio,
o forse una sorta
di tempio del sapere,
in cui dedicarsi
indisturbati allo
studio delle scienze.
In ogni caso si
rivela come un'opera
architettonica grandiosa,
sintesi di raffinate
conoscenze matematiche
ed astronomiche.
A
seguire visita dei
resti del palazzo
federiciano di
Gravina di Puglia.
Sorto sulla sommità
di una piccola collina
che domina l'intera
cittadina e la maggior
parte del territorio
circostante, il
castello venne fatto
edificare dal "Sacro
Romano Imperatore"
Federico II di Svevia.Egli
infatti,attorno
al 1231 ca., ordino'
al suo fedele architetto
e scultore fiorentino
Fuccio di edificare
un vero e proprio
" parco per
l'uccellagione",adibito
all'arte venatoria
che il re era solito
praticare nel territorio
gravinese. Federico
II amava cosi' tanto
Gravina da definirla
" Giardino
di delizie":
seppur all'apparenza
esagerato,questo
aggettivo,tuttavia,si
dimostrava essere
ben giustificato
dal fatto che Gravina
era,a quel tempo,ricorperta
da immensi e vasti
boschi ricchi di
selvaggina e armenti,oltre
alla fertilità
del suo territorio,con
le sue pittoresche
colline tutte ricoperte
di ulivi e pampini.
Il castello, a pianta
rettangolare fu
costruito interamente
in "mazzero"
e conteneva 4 torri,che
lo fiancheggiavano,
e diverse sale sotterranee,che
dimostravano la
perfezione allora
raggiunta nella
disposizione di
conci e cunei per
gli archi. Il federiciano
maniero di Gravina
constava di tre
piani(compreso l'ammezzato),di
cui oggi restano
soltanto parte dei
muri perimetrali
e del basamento.Non
appena entrati,ci
si ritrovava in
un grande cortile
per metà
coperto e per l'altra
metà scoperto.Qui
si trovavano le
porte che davano
accesso ai locali
del pianterreno,tra
cui ricordiamo le
scuderie,le cucine,i
magazzini,i tinelli
e altri ambienti.
Nel castello era
presente una grande
scalinata regia
che,se percorsa,dava
accesso all'ammezzato:qui
si trovavano ambienti
adibiti alla falconeria
e al personale di
servizio.
Nel
tardo pomeriggio
rientro a Barletta
in albergo. Cena
e pernottamento.
lunedì
7 dicembre 2009
In
mattinata trasferimento
a Trani
e visita della celebre
cattedrale sul mare.
La Cattedrale di
Trani, dedicata
a S. Nicola Pellegrino,
è la regina
delle chiese di
Puglia. La vicinanza
al mare, nel quale
si riflette, l'aria
austera e leggera,
la luminosa pietra
che ne fa anche
una splendida architettura
di luce, rendono
questo luogo di
fede tappa fra le
più richieste
dei tour in Puglia.
Progettata in ideale
posizione scenografica,
testimonia lo splendore
della Trani medievale.
La vicenda dell'edificio
ha inizio nel 1099,
quando l'Arcivescovo
di Bisanzio, dopo
aver proclamato
santo il giovinetto
pellegrino Nicola,
cominciò
a costruire una
chiesa in suo onore.
In seguito visse
varie fasi costruttive,
ma la spinta maggiore
alla costruzione
fu data tra il 1159
e il 1186.
Solo nel quarto
decennio del XIII
sec. iniziarono
i lavori di costruzione
del bellissimo campanile
(alto m. 58,90)
che si protrassero
per più di
un secolo.
Se l'impatto con
la costruzione si
ha venendo dal mare,
non si può
non rimanere colpiti
dal corpo absidale.
Dalla poderosa struttura
del transetto si
staccano i semicilindri
delle tre absidi
altissime, da cui
emerge prepotentemente
quella centrale
arricchita da un
monumentale finestrone
quale la struttura
dell'abside richiedeva.
A
seguire visita del
castello di Barletta.
Il nucleo originario
che ha dato vita
all'attuale castello
di Barletta è
stato costruito
dai Normanni tra
il 1046 e il 1050.
L'insediamento costruito
da Pietro il Normanno
era costituito da
una rocca a sud-est.
In seguito alla
distruzione di Bari
e alla nomina di
Barletta a capoluogo
territoriale, Guglielmo
il Malo, tra il
1156 e il 1162,
amplia l'edificato
erigendo altre due
torri, collegate
tra loro da una
semplice muratura,
a cui in seguito
ne sarà aggiunta
una quarta, sul
lato sud-ovest,
andando così
a creare un impianto
pseudo-trapezoidale.
Il periodo normanno
si conclude nel
1194, con la morte
di Tancredi. Tra
il 1224 e il 1228
Federico II interviene
abbattendo l'area
orientale e costruendovi
la sua domus federiciana,
accentuando gli
aspetti decorativi
ed architettonici
del castello e trasformando
quella che in precedenza
era una rocca a
scopo difensivo
in una reggia per
la sua corte. Nel
1250 con la morte
di Federico II,
Carlo I d'Angiò,
rileva il possesso
del castello. All'interno
è ospitato
tra gli altri il
busto di Federico
II.
Rientro
in albergo, cena
e pernottamento
martedì
8 dicembre 2009
In
mattinata trasferimento
a Lagopesole
e visita del castello
federiciano. Luogo
federiciano per
eccellenza, in posizione
suggestiva e in
un territorio di
grande importanza
strategica sin dall’alto
medioevo è
Lagopesole, a più
di ottocento metri
di altitudine nel
territorio del comune
di Avigliano, in
provincia di Potenza,
dove sorge un castello-residenza
(alternativamente
citato nei documenti
come castrum e domus),
generalmente attribuito
a Federico II (dal
1242 al 1250, forse
il suo ultimo sforzo
costruttivo), benché
più plausibilmente
eretto su precedente
costruzione normanna.
Verosimilmente i
Normanni edificarono
in questo luogo
una struttura fortificata,
anche se fu solo
con Federico che
il castello assunse
le proporzioni e
la configurazione
più vicine
alla situazione
attuale.
A
seguire trasferimento
a Venosa
e visita al castello
e all'abbazia della
Trinità,
detta l'incompiuta.
La costruzione del
castello
iniziò nel
1470 per volere
del duca Pirro del
Balzo Orsini nell'ottica
di un progetto di
fortificazione più
ampio. Si tratta
di una costruzione
imponente, a pianta
quadrata con quattro
torri cilindriche.
Lo stemma dei Del
Balzo, il sole raggiante,
è visibile
sulla torre ovest.
La costruzione del
castello e lo scavo
del fossato in conformità
alle nuove dottrine
fortificatorie comportò
la demolizione della
cattedrale romanica
e del quartiere
che la circondava.
Fu pertanto costruita
una nuova cattedrale
in una espansione
dell'abitato sulla
parte bassa del
pianoro dove sorge
la città.
Isolata
nella campagna alle
porte di Venosa,
l'Abbazia
della SS. Trinita'
e' uno dei piu'
interessanti e suggestivi
monumenti medievali
dell'Italia meridionale.
Si tratta di un
complesso di origine
paleocristiana,
formato da tre parti
distinte: la chiesa
vecchia, la sede
abbaziale e la chiesa
nuova rimasta incompiuta.
La chiesa vecchia,
fondata nel secolo
XI, ha una semplice
facciata e un portale
frammentario della
fine del Duecento.
Il palazzo abbaziale
e' aperto a pianterreno
da due arcate; al
piano superiore
i vari ambienti
hanno finestre a
bifora; una cappelletta
e' coperta da cupola
di tipo musulmano.
La chiesa nuova
fu iniziata in forme
romaniche di derivazione
francese, utilizzando
materiale del vicino
anfiteatro, di antiche
chiese e delle catacombe
ebraiche di eta'
imperiale e altomedievale;
della grande costruzione,
rimasta incompiuta,
restano i muri perimetrali,
le tre absidi e
all'interno il colonnato
di destra della
navata mediana.
Attorno all'abbazia
si stende una vasta
area di scavo con
strutture di eta'
repubblicana e imperiale.
Nel
pomeriggio trasferimento
a Melfi
e visita del bellissimo
castello. L'origine
del Castello di
Melfi risale alla
fine XI secolo ad
opera dei normanni,
sorto in posizione
strategica che funge
da punto di passaggio
tra Campania e Puglia.
Il suo collocamento
era indispensabile
per difendersi dagli
attacchi esterni
e come rifugio per
gli alleati. La
struttura fu luogo
di avvenimenti "storici"
durante l'era normanna.
A
Melfi, sede della
Contea di Puglia,
si tennero cinque
concili ecumenici,
organizzati da cinque
diversi Pontefici
tra il 1059 e il
1137. Nell'estate
del 1059, Niccolò
II soggiornò
nella rocca fortificata
e fu al centro di
importanti avvenimenti:
in giugno stipulò
il Trattato di Melfi,
poi, dal 3 agosto
al 25 agosto celebrò
il Concilio di Melfi
I ed infine con
il Concordato di
Melfi riconobbe
i possedimenti conquistati
dai Normanni. Il
Papa nominò
Roberto il Guiscardo
duca di Puglia e
Calabria. La città
di Melfi, passava
un periodo fulgido
della storia: in
tale circostanza
fu promossa a Capitale
del Ducato di Puglia
e Calabria. Roberto
il Guiscardo, per
sposare Sichelgaita
di Salerno vi mandò
in esilio la prima
moglie Alberada
di Buonalbergo.
Nel Castello di
Melfi furono organizzati
altri Sinodi: il
Papa Alessandro
II dal primo agosto
1067 presiedette
il Concilio di Melfi
II; ricevette il
Principe longobardo
di Salerno, Gisulfo
II, ed i fratelli
Roberto il Guiscardo
e Ruggero d'Altavilla.
Nel corso del Concilio
di Melfi III, nel
1089, il Papa Urbano
II indisse la Prima
Crociata in Terra
Santa, poi Pasquale
II nel 1101 convocò
il Concilio di Melfi
IV ed infine Innocenzo
II nel 1137 celebrò
il Concilio di Melfi
V, ultimo della
serie. Vi fu anche
nel 1130 un Concilio
di Melfi non riconosciuto
dalla Chiesa, perchè
organizzato dall'Antipapa
Anacleto II, che
istituì il
Regno di Sicilia.
Con la venuta degli
svevi, Federico
II diede grande
importanza al Castello
di Melfi e ne apportò
alcuni restauri.
Nel 1231, il maniero
fu il luogo di promulgazione
delle Costituzioni
di Melfi, codice
legislativo del
Regno di Sicilia,
alla cui stesura
parteciparono Federico
II assieme a persone
come il suo notaio
Pier delle Vigne
ed il filosofo e
matematico Michele
Scoto. La struttura
fu anche deposito
delle tasse riscosse
in Basilicata e
prigione, ove tra
i vari detenuti
ci fu anche il saraceno
Othman di Lucera,
uscito in seguito
dietro il pagamento
di 50 once d’oro.
Nel 1232, Federico
II ospitò
al castello il marchese
di Monferrato e
la nipote Bianca
Lancia, che divenne
sua moglie e da
cui ebbe il figlio
Manfredi. Nel 1241,
il sovrano svevo
rinchiuse nell'edificio
due cardinali e
vari vescovi francesi
e tedeschi, che
avrebbero dovuto
far parte di un
concilio papale
che prevedeva la
sua destituzione.
A
fine visite partenza
per Roma. Rientro
previsto alle ore
22.00 ca. |