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-Abbazie
e Castelli dell'Umbria |
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domenica
20 settembre 2009 |
Una
giornata in visita a due eccezionali
documenti storici del Medioevo italiano
tra castelli, abbazie egli incantevoli
scenari naturali della verde Umbria...
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castello dei Cavalieri di Malta
Il
castello dei Cavalieri di Malta a Magione
risale agli anni 1150-1170.
Nato come hospitium (ricovero) per i pellegrini
che si recavano a Roma o Gerusalemme, e
che percorrevano la vicina via Francigena
verso Santiago de Compostela, la costruzione
originale era costituita da due soli lati
(forma ad L) e comprendeva una torre campanaria
ed una cappella dedicata a San Giovanni
Battista.
Tuttavia per evidenti ragioni di sicurezza,
di discrezione ed isolamento l' ospedale
assunse fin dall' inizio una fisionomia
castelliforme e l'originaria pianta ad "L"
fu in seguito completata con l' aggiunta
di due robusti muri di cinta provvisti di
due torri angolari.
La struttura odierna è il risultato
di varie modifiche avvenute nel corso dei
secoli. I due interventi principali sono
stati: l' ampliamento del 1367 che dovette
consistere in una sopraelevazione generale
del complesso e all' ottenimento della moderna
pianta quadrangolare, e quello del 1471
che portò alla definitiva sistemazione
dell' ospedale a castello, mediante l' aggiunta
della rotonda torre angolare, nella costruzione
dei beccatelli, delle merlature e nella
realizzazione del cortile porticato interno
contornato su tre lati da loggiati a tre
ordini di arcate sovrapposte; in seguito,
nel 1644, vicino al lato contrapposto all'
ingresso fu costruito un pozzo in pietra
serena ricavato da una cisterna preesistente.
Nella parte più antica si trova la
chiesetta dedicata a San Giovanni Battista
in stile romanico, con volta a botte, al
suo interno si conservano due affreschi
di pregevole fattura. Probabilmente di scuola
pinturicchiesca, del sec. XVI, essi rappresentano
una Natività, quello a sinistra dell'
ingresso, e una composizione con al centro
la Vergine e il Bambino, San Giovanni Battista,
patrono del Sovrano Militare Ordine di Malta,
e San Giacomo, patrono e protettore dei
pellegrini, a destra.
Si pensa che a commissionare questi due
affreschi sia stato il Cardinale Giovan
Battista Orsini, commendatario del Castello
magionese nel 1502. Nel Castello dimorarono
a più riprese pontefici, sovrani
ed altri illustri personaggi che, nel corso
dei secoli, si trovarono a passare lungo
l'importante strada tra Perugina e la Toscana.
Nel 1502, inoltre, vi si tenne la congiura
ordita da alcuni nobili dell' Italia ai
danni di Cesare Borgia, la " dieta
alla Magione nel Perugino" della quale
parla Macchiavelli ne "Il Principe".
Oggi sede amministrativa dell' omonima azienda
agricola, il castello è, da sempre,
residenza estiva del Principe e Gran Maestro
del Sovrano Militare Ordine di Malta che
solitamente ama trascorrere qui il mese
di settembre. |
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L'Abbazia
di Montelabate
Ci
troviamo di fronte ad una delle più
stupefacenti architetture religiose medioevali
del nostro territorio, ad una chiesa-fortezza
posta a presidio della Cristianità
lungo l’arco che dalla Proenza s’incurva
sulla dorsale dell’Appennino. Incerta
è la data di fondazione di queste
Abbazie Benedettine, però sono stati
ritrovati dei documenti che ne parlano fin
dalla seconda metà del X secolo.
Nei documenti più antichi il monastero
è chiamato Santa Maria in Valdiponte
in Corbiniano dal monte omonimo che li sovrasta
a est.
L’insediamento dei Benedettini, in
queste zone avvenne nel periodo più
oscuro del Medioevo.
Questi monaci, fedeli alla regola “Ora
et labora”, oltre a pregare recuperavano
i terreni abbandonati dopo la caduta dell’Impero
romano, accogliendo tutte quelle persone
che accettavano di lavorare la terra in
cambio di protezione. A chi voleva lavorare
con loro, i monaci assegnavano dei terreni
da coltivare, con contratti detti “enfiteutici”
o “di livello” per i quali i
lavoratori dovevano dare dei beni in natura
al monastero quali: uova in occasione della
Pasqua, una spalla di maiale per la festa
dell’Assunzione e quattro capi di
pollame per Natale.
Questi tributi venivano poi, ridistribuiti
tra i più poveri; infatti ai monaci,
le regole, impedivano di vivere del lavoro
altrui e di mangiare carne. Nel 1030, essendo
in questo monastero venute meno la disciplina
e l’ordine, il papa Giovanni XIX decise
di mandarvi un suo delegato per ristabilirli.
L’abate di nome Pietro restaurò
anche le chiese, grazie alle donazioni effettuate
in quel tempo all’abbazia, che nel
1111 aveva possedimenti vastissimi. Le chiese
parrocchiali dipendenti erano trenta, ognuna
retta da un monaco eletto dall’abate,
senza alcuna dipendenza dai vescovi che
tuttavia, avevano ingerenze sugli affari
temporali dei monaci i quali a loro volta,
per difendersi, ricorrevano alla Santa Fede,
da cui dipendevano direttamente. L’abate
Val di Ponte se esercitava tutti i diritti
e i poteri di un vescovo compiva la Sacra
visita pastorale alle parrocchie soggette
al monastero; nominava e rimuoveva i monaci
parroci, conferiva l’Ordine sacro
del diaconato. Soltanto le ordinazioni sacerdotali
e la consacrazione degli oli erano riservati
ai vescovi di Perugia e Gubbio.
Per
quello che riguarda la storia artistica
dell’Abbazia, occorre dire che, nel
corso di secoli, si sono susseguiti diversi
mutamenti sia sulla struttura
architettonica che nelle opere di abbellimento
dell’interno.
La cripta, la parte più antica del
complesso, risale al IX secolo. Nel 1030
l’abate Pietro restaurò le
chiese; nel 1230 l’abate Oratore fece
il chiostro, demolito in seguito forse ad
opera dei Saraceni che, in quel periodo,
fecero scorrerie nel contado. Nel
1281 l’abate Trasmondo riedificò
la chiesa abbaziale ornò il coro
di dipinti pregevoli tra cui una tavola
di Meo de Siena del 1285, ed abbellì
altri luoghi di comune adunanza. Negli anni
1267-1269 fu costruito il campanile, nel
1302 l’abate Ugaccione Monelducci,
perugino, fece scolpire il bellissimo rosone
della chiesa.
I contrafforti di sostegno della chiesa
abbaziale, furono costruiti negli anni 1568-1569
da Pier Lorenzo Bernardi. L’abbazia,
già verso
il 1300, aveva, quindi, raggiunto la forma
e le dimensioni attuali; sul lato nord la
grande chiesa, a est i dormitori e il refettorio,
ad ovest scriptorium e la biblioteca, a
sud la foresteria con l’infermeria.
Il grande
chiostro che collega tutte le parti del
monastero è costituito da due logge
sovrapposte, realizzate con colonnine tra
loro differenti.
La chiesa, dedicata a S. Maria, è
di stile romanico - gotico, ed unica navata,
con volte a crociera. Le sue misure interne
sono rispettivamente di 30 m. di lunghezza
per 15 m. di larghezza. Al di sotto sono
ancora intatte; la cripta a tre absidi e
un grande ambiente, forse antica chiesa
claustrale dei monaci.
La facciata ha un grande portale ad ogine,
sormontati da un rosone.
Ancora oggi nella chiesa sono presenti due
grandi affreschi che sovrastano gli altari
posti vicino al portale d’ingresso
su quello di sinistra è raffigurata
la Vergine in trono col Bambino tra S. Antonio
e S. Bernardino. Ai suoi piedi, tra S. Rocco
e S. Sebastiano è collocato il popolo,
genuflesso, in preghiera.
L’affresco di destra rappresenta una
crocifissione con la Vergine e S.Giovanni
Battista; al di sotto sono raffigurati S.
Sebastiano e S.Rocco, protettori contro
la peste. L’opera è attribuita
alla scuola di Fiorenzo di Lorenzo (1492).
Nella sala del Capitolo, utilizzata per
le riunioni dei monaci, oltre alla crocifissione
attribuita a Meo de Siena, c’è
un altro dipinto, presumibilmente dello
stesso autore, raffigurante la Vergine in
trono con bambino ai cui piedi è
raffigurato l’abate Trasmondo. A fianco
c’è un altro dipinto in cui
è effigiato S. Benedetto che ha in
mano il libro della Regola monastica. Nella
stessa stanza sono state poste tele, di
epoche successive, raffiguranti una Madonna
della misericordia e una allegoria della
castità. |
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| informazioni
sul viaggio |
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data |
domenica
20 settembre 2009 |
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quota |
Euro
40.00 p.p.* |
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la quota include |
Viaggio
in pullman e visite guidate* |
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prenotazione |
entro
il 18/09/2009 |
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partenza |
ore
7.30 |
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appuntamento |
p.le
Ostiense alla fontana del palazzo dell'Acea |
| <
pranzo |
possibilità
di prenotare il pranzo* |
| <
informazioni |
info@turismoculturale.org |
| <
prenotazioni |
preno@turismoculturale.org |
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| note |
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| *
alla quota pubblicata vanno aggiunti i seguenti
costi: |
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- eventuali
biglietti d'ingresso;
- eventuali
spese di partecipazione al pranzo;
- quota
associativa obbligatoria di Euro 15.00
p.p.
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| E'
preciso dovere del partecipante al viaggio
informarsi preventivamente degli eventuali
costi aggiuntivi. |
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