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  Archeologia sul Golfo di Napoli
 
 
Le Ville Romane di Stabia e Oplontis
   
  Martedì 25 Aprile 2017
 
 
 
Tre gioielli dell'architettura romana affacciate sul Golfo di Napoli. Seppellite da lava, cenere, lapilli e fango si conservano perfettamente intatte. Visiteremo le ville di Arianna e di Sanmarco nell'antica Stabia, oggi Castellammare di Stabia per proseguire poi per la celebre villa di Poppea ad Oplontis, tra le più importanti testimonianze del vivere in villa dell'antica Roma e che custodisce affreschi di assoluto...
 
 
 

programma

 

 

 

Martedì 25 Aprile

Appuntamento con i partecipanti all'escursione in piazzale Ostiense e partenza in pullman GT per la Campania. Durante il percorso sarà effettuata una sosta per il caffè in autostrada.

Questa giornata ci condurrà in visita a due siti sul Golfo di Napoli. In mattinata inizieremo le visite con le ville di Castellammare di Stabia ove inizieremo con la Villa di Arianna.

La villa fu scavata fra il 1757 ed il 1762. Edificata sulle pendici della collina di Varano, copre un' area di circa 11.000 metri quadrati. Il nome risale al rinvenimento di un dipinto con “Arianna abbandonata a Nasso”. Il nucleo più antico risale alla metà del I secolo a.C. e comprende l'atrio, il peristilio e gli ambienti adiacenti. L'antichità dell'impianto è testimoniata dalle due stanzette poste all'esterno, ai lati dell'ingresso all'atrio, che conservano decorazioni nel cosiddetto “II stile pompeiano”. Tale nucleo fu ampliato con sale da banchetto con vista sul mare ed una enorme palestra, oggi interrata, con oltre cento colonne. Il circuito della palestra misurava esattamente due stadi, la misura prescritta dal romano Vitruvio per i portici di tali tipi di edifici.

La parte della villa prospiciente il ciglio della collina era sostenuta da una terrazza decorata con archi ciechi e pinnacoli. In uno degli archi si è rinvenuto un disegno di una nave eseguito a carboncino. I dipinti del grande triclinio mostravano storie care a Venere, dea dell' amore: “Arianna” (che ha dato il nome alla villa), che dopo essere stata abbandonata da Teseo sull'isola di Nasso fra le braccia del sonno viene scorta da Dioniso accompagnato da un amorino che reca una fiaccola; “Licurgo e Ambrosia”; “Ippolito” al quale la nutrice svela l'amore nutrito per lui dalla matrigna Fedra e, nell'anticamera, “Ganimede” rapito dall'aquila e portato dinanzi al trono di Giove.

Un piccolo ambiente nei pressi del triclinio è decorato con un originale rivestimento “a piastrelle” dipinte con figure femminili, eroti ed uccelli. Dal soffitto di un ambiente panoramico disposto presso l'atrio proviene un “ritratto di coppia” in un rombo, dove i personaggi sono caratterizzati da capigliature alla moda tipiche dell'epoca giulio-claudia. Nella stalla, nel 1981, sono stati rinvenuti i resti di due carretti agricoli. Fra i dipinti si segnalano invece la famosa “Flora” che si accompagnava ad altri tre quadri con “Leda ed il cigno”, “Medea” e “Diana cacciatrice”; inoltre figure di sacerdoti isiaci ed il famoso quadro con “Venere venditrice di amorini”.

A breve distanza giungeremo in visita alla Villa di San Marco, già scavata fra il 1749 ed il 1754. Il nucleo più antico risale all'età augustea, ma il complesso fu notevolmente ampliato in età claudia. I bolli sulle tegole potrebbero essere indizio che l'edificio fu in possesso di un certo Narcissus, schiavo affrancato dell'imperatore Claudio. Il grandioso edificio era concepito come una villa di “otium”. L'atrio era dotato di impluvio e di un monumentale altare domestico; attorno ad esso si disponevano gli ambienti di servizio.

La zona termale fu costruita in uno spazio triangolare di risulta disposto fra il ciglio della collina e la zona di ingresso; essa era munita di un piccolo atrio con una piscina per le abluzioni di acqua fredda. La grande piscina nel “caldarium” era riscaldata al centro con una caldaia di bronzo, sottratta da Lord Hamilton e caricata sulla nave “Colossus” che nel 1798 doveva trasportare a Londra parte della sua collezione ma che poi naufragò sulle coste inglesi.

La villa era dotata di un giardino ombreggiato da due filari di platani a lato di una lunga piscina, chiusa verso la collina da un ninfeo decorato con stucchi raffiguranti Nettuno, Venere ed atleti. Una serie di sale si aprivano panoramicamente sul giardino. La prima stanza, decorata all'ultima moda, ovvero nel “IV stile pompeiano”, mostra sei figure: un Perseo con le ali ai piedi che mostra la testa recisa di Medusa, Ifigenia come sacerdotessa che regge la statua arcaica di Atena ed una fiaccola, un'offerente, una musa di spalle con la lira, una figura ignuda ed una donna che scopre una pisside. Nel soffitto è dipinta una Nike che reca nella mano la palma della vittoria.

Un secondo peristilio era circondato da portici con da colonne, abbattute da terremoto del 1980. Il soffitto del portico era decorato con dipinti raffiguranti il “Planisferio delle Stagioni”, l“Apoteosi di Atena”, la musa “Melpomene”, “Ermes Psicopompo” e la “Quadriga del Sole con Fetonte”.

Al termine delle visite mattutine pausa per il pranzo libero a Castellammare di Stabia.

Nel pomeriggio l'itinerario proseguirà alla volta della Villa di Oplontis a Torre Annunziata. Il nome Oplontis è attestato unicamente nella Tabula Peutingeriana, copia medioevale di un'antica mappa relativa alle strade esistenti in Italia all'epoca dell'Impero Romano. In questa carta il toponimo Oplontis indica alcune strutture posizionate tra Pompei ed Ercolano.

Pertanto è stata attribuita ad Oplontis una serie di rinvenimenti archeologici, che in realtà sono relativi ad una zona suburbana di Pompei: una villa residenziale, la villa 'di Poppea'; una 'villa rustica' attribuita a L. Crassius Tertius, nella quale, accanto a numerosi corpi di vittime dell'eruzione, è stata rinvenuta una notevole quantità di monete in oro e argento, assieme a numerosi pezzi di oreficeria; una struttura termale, presso l'Oncino, sotto le attuali Terme Nunziante, attribuito da A. Maiuri al console M. Crassus Frugi.

Il monumento principale è la villa 'di Poppea' inserita tra i beni UNESCO. Grandiosa costruzione residenziale della metà del I secolo a.C., ampliata in età imperiale, era in corso di restauro al momento dell'eruzione. È attribuita a Poppaea Sabina, seconda moglie dell'imperatore Nerone, ma in ogni caso rientrante nel patrimonio della famiglia imperiale.

Al termine delle nostre visite partenza in pullman GT per Roma con sosta lungo il percorso con arrivo previsto in serata.

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le informazioni sul viaggio
   

Nel rispetto del patrimonio nazionale, e per evitare grandi masse di visitatori, abbiamo deciso di non programmare visite in occasione delle "domeniche gratuite nei musei e nei siti statali. Crediamo in questo modo di favorire una migliore fruizione dei siti oggetto delle visite da parte dei nostri viaggiatori.

   
Tutte le escursioni e i viaggi sono riservate ai membri del Club di Turismo Culturale Italiano [scopri di più]
 

Quota Euro 69.00 p.p. (biglietti d'ingresso inclusi)*

La quota comprende:

viaggio in pullman GT, biglietti d'ingresso alle area archeologiche, visite guidate, sistema di microfonaggio audio, spese parcheggio pullman, ztl, iva, imposte e tasse.

Quota valida con minimo 20 partecipanti.
Prenotazione con pagamento anticipato entro il 19/04/2017. La prenotazione è confermata solo al momento del pagamento.
Pranzo libero,
App.to ore 7:30 in piazzale Ostiense, alle Mura Aureliane.
Rientro a Roma ore 20.00 ca.
La quota non comprende tutto quanto non espressamente indicato alla voce "la quota comprende".
N.B. Il programma può subire delle modifiche per ragioni non dipendenti dalla nostra volontà.
 
* la quota può essere soggetta a variazioni del costo preventivato dei biglietti d'ingresso/accessi/prenotazioni, per variazioni delle tariffe aeree/ferroviarie/pedaggi autostadali, mancato raggiungimento del numero minimo di partecipanti, variazione dei tassi di cambio, se il pagamento della prenotazione avviene oltre i termini indicati, o per altri motivi [leggi]. In ogni caso eventuali variazioni saranno, da parte dell'organizzatore, preventivamente comunicate.
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appuntamento alla partenza
   
App.to ore 7.30 in piazzale Ostiense, alle Mura Aureliane.
Clicca qui per vedere il luogo di partenza sulla mappa
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viaggio in pullman
   
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mappa di viaggio
 
 
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